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L'emetofobia è la paura di vomitare causata prevalentemente dall'incapacità di dominare e prevedere i propri conati. Alla base di questa fobia vi è il timore della perdita di controllo e dell'ansia di non sapere le conseguenze che avrà un senso di nausea provato. Esistono due categorie di soggetti emetofobi: 1 Quelli che hanno paura di vomitare 2 Quelli che hanno paura di vedere gli altri vomitare (molto più rari). Un'ulteriore suddivisione degli emotofobi è: Quelli con ansia-prevenuta che soffrono di un disturbo d'ansia, spesso accompagnato da attacchi di panico e da una moderata agorafobia. In questo gruppo di emetofobi, l'ansia porta a provare un senso di nausea, che di conseguenza induce maggiore ansia. Quelli con nausea-prevenuta che hanno malattie che possono causare la nausea ( ad esempio, il mal di mare). Questo fa scattare una reazione fobica alla nausea che porta ansietà e può portare altri sintomi, come maggiore nausea. L'inizio dell'insorgenza di tale fobia è generalmente in età adolescenziale ed i genitori che conoscono poco del vomito , spesso, non riuscendo a fornire spiegazioni e rassicurazioni su tale fenomeno contribuiscono a rafforzare tale fobia. Circa le cause non se ne sono trovate di specifiche. Possibili cause potrebbero essere: esperienze di abuso nell'infanzia, brutte esperienze di vomito, quali ad esempio l'ingestione di cibo contaminato . Spesso il soggetto è colto da crisi in momenti nei quali può rivelarsi difficile o imbarazzante isolarsi dalle persone a lui vicine (es.: allo stadio, al cinema o più semplicemente a casa di amici). Nella stragrande maggioranza dei casi, gli attacchi di panico che seguono la paura di dover vomitare sono del tutto ingiustificati e non si risolvono quasi mai con effettivo vomito. Il soggetto affetto da questa fobia può provare senso di nausea anche per periodi molto più lunghi rispetto alla norma pur non avendo alcuna effettiva patologia fisica. Spesso gli emetofobi sviluppano una vera e propria "resistenza psicologica" al vomito che impedisce loro di rimettere anche quando la cosa gioverebbe realmente all'organismo. Sebbene alcuni emetofobici soffrano o abbiano sofferto in passato di anoressia nervosa, la correlazione di questa sindrome con un disturbo alimentare è quasi sempre errata perché nella maggioranza dei casi è solo la paura di vomitare a produrre restrizioni alimentari, con conseguente sottopeso. La psicoterapia consigliata prevede inizialmente un approccio analitico volto alla ricerca di possibili cause ed un approccio cognitivo-comportamentale volto al controllo e riduzione della fobia stessa. Psicologo, Psicoterapeuta per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email: cavalierer@iltuopsicologo.it Testimonianza Egregio Dottore, le scrivo in merito ad un disturbo che da ormai 12 anni mi sta rovinando la vita e che non ho avuto forse la fortuna di risolvere con gli innumerevoli Psicologi,Psicoterapeuti,Psichiatri che ho consultato,di quelli che mi hanno visitata e di quelli che mi hanno tenuta in cura per anni e anni. Mi chiamo Sara e ho 32 anni. Soffro di Emetofobia (ndr paura di vomitare),quella cara fobia che fa sgranare gli occhi ai suoi colleghi perchè a detta loro totalmente sconosciuta... Tramite siti vari ho conosciuto tantissimi ragazzi che come me soffrono di questa patologia,quindi non credo ancora di essere virata verso la pazzia,inventandomi e rovinandomi la vita per qualcosa di inesistente. Svariate volte sono stata classificata anoressica,ma con la mia ignoranza in tal senso credo che sia stato per loro più facile asserire a questa diagnosi....forse più facile,forse più nota,forse sulla cresta dell'onda... Ho perso le speranze di guarire,ma non perchè non ci sia da parte mia la volontà per farlo,o l'impegno necessario,ma solo perchè sul mio cammino ho sempre e solo trovato persone incompetenti,a mio avviso,nel settore. Non mangio per paura di vomitare,non esco per paura di essere contagiata da qualche virus intestinale,non vivo ma bensi sopravvivo alla paura del vomito. Vorrei chiederle aiuto...anzi glielo sto già chiedendo. Non mi aspetto i miracoli,nè tantomeno credo che lei abbia la bachetta magica per farmi dimenticare la mia paura,ma ho la speranza che lei sappia... In attesa di un suo gentile riscontro,le porgo sin d'ora i miei più cordiali saluti,esponendole la possibilità di farmi seguire da lei . Con stima.
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