AEROFOBIA O PAURA DI VOLARE

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L’aerofobia è collocata fra le fobie specifiche

Per FOBIA si intende una paura intensa, non realistica e sproporzionata rispetto ad una valutazione oggettiva del pericolo insito in un determinato oggetto, luogo o situazione.

Esiste la paura di alcuni animali o insetti, dei luoghi chiusi o troppo aperti, del sangue, delle tempeste, dell’acqua, ecc.

Essa determina un disagio molto profondo, sia per l’intensità dell’ansia che può arrivare sino al panico (considerabile un’ansia molto acuta), sia perché il soggetto è costretto a sconvolgere la sua vita quotidiana per evitare in qualsiasi situazione lo stimolo fobico.

L’AEROFOBIA, o paura di volare (fear of flying), è molto diffusa sia tra chi è costretto a viaggiare spesso in aereo, sia tra chi non ha mai volato e può manifestarsi con diversi livelli di intensità, dal lieve disagio sperimentato prima o durante il volo all’ansia acuta che impedisce di affrontarlo o lo rende un’esperienza terribile per l’individuo.

I sintomi si presentano in maniera più intensa prima dell’imbarco ed in alcune fasi particolari del volo vissute come “più problematiche” come il decollo, l’atterraggio o in caso di turbolenze, temporali o forte vento. Tutte le fasi del volo possono, comunque, essere vissute con ansia.

In base a recenti sondaggi in Italia tra le persone che hanno volato almeno una volta (37% della popolazione) il 33% dichiara di avere paura ed il 10% assicura che non volerà mai più. Aggiungendo a queste percentuali quelle di chi vola abitualmente ma con difficoltà e di chi teme il volo pur non avendo mai volato, la parte di popolazione che vive l’aereo con più o meno disagio si aggira attorno al 50%. Personaggi famosi come Mara Venier, Adriano Celentano, Cher, Meg Ryan e tanti altri ne sono affetti

Si presenta, generalmente, con i seguenti sintomi:

  • senso di oppressione,
  • vertigini,
  • disturbi alla vista,
  • tremori,
  • paura di morire o d’impazzire,
  • tachicardia,
  • difficoltà a respirare
  • altri…

L’intervento piu’ efficace sulla paura di volare è strutturato sulla base di uno specifico modello teorico che cerca di far luce sulla personalità umana, sul suo sviluppo, sul perché in alcuni casi insorgano dei disturbi psicologici, sul come fare per vincerli; si tratta dell’APPROCCIO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE, nato in America all’inizio degli anni ’60.

Secondo tale prospettiva esiste una stretta connessione tra i pensieri, le emozioni ed i comportamenti dell’uomo; ciò significa che ogni stato emotivo, ogni nostro comportamento dipende da quello che pensiamo della situazione in cui ci troviamo. Un pensiero quale: “Mi trovo insieme a persone che mi amano e mi proteggono” provocherà nell’individuo emozioni positive, quali la gioia, la tranquillità e stimolerà comportamenti come il sorriso o il gioco; il pensare “Morirò, non ce la farò a fare ciò” darà luogo viceversa ad emozioni negative quali ansia, rabbia, tristezza e a comportamenti quali il pianto o l’irrigidimento muscolare.

Gli stati emotivi sperimentati da chi ha paura di volare possono essere attribuiti a dei pensieri assolutamente irrazionali sulle dinamiche del volo o su alcune situazioni vissute come particolarmente pericolose.

TIPOLOGIA DELL’AEROFOBICO

Nello sviluppo della “ORGANIZZAZIONE DI PERSONALITA’ FOBICA”, dunque, la modalità di per se stessa adattativa di richiesta di protezione attraverso il comportamento di paura determina l’instaurarsi di una relazione reciproca tra bambino e genitori di tipo estremamente ansioso; si ha così una prolungata necessità di aiuto e di vicinanza che blocca le attività esploratorie del bambino e lo sviluppo della sicurezza di sé.

In età adulta il controllo dei pericoli dall’essere demandato alle figure genitoriali, diviene gradualmente una prerogativa personale.

L’atteggiamento che il soggetto ha verso se stesso è complessivamente positivo; egli infatti, pur percependosi spesso debole e vulnerabile fisicamente o mentalmente, è dotato solitamente di una buona autostima e di un buon senso di amabilità personale, che risultano però subordinati alla capacità di tenere sotto controllo tutte le situazioni e le persone vissute come sicure e fidate, perché lo conoscono, lo accettano e possono aiutarlo in caso di necessità.

La facilità a stabilire conoscenze, l’apparente sicurezza ed estroversione nascondono un’accurata ed attenta selezione, poiché le situazioni o le persone sconosciute nascondono sempre possibili pericoli.

Per prevenirli è necessario conoscere perfettamente tutto ciò che l’individuo si appresta ad affrontare, anticipare tutti gli eventuali imprevisti, prevedere il ruolo di ogni possibile variabile.

Al controllo delle situazioni esterne si aggiunge quello delle manifestazioni interiori, degli stati emotivi, con lo scopo sia di evitare sensazioni nuove o improvvise che, anche per la difficoltà nel riconoscerle, risultano sgradevoli, allarmanti, e rischiano di far perdere il controllo, sia per nascondere agli altri le proprie debolezze, dal momento che potrebbero approfittarne.

Risulta probabilmente adesso più chiaro come il volo possa rappresentare per chi possiede dei simili tratti di personalità un’esperienza molto difficile da affrontare.

Si tratta, infatti, di una situazione in cui il soggetto si trova costretto a mettere la propria integrità fisica completamente in mano ad una persona sconosciuta (il pilota), della quale non ha la possibilità di verificare la competenza e l’affidabilità; egli inoltre non possiede nozioni sulla dinamica del volo, per cui non è assolutamente in grado di esercitare il minimo controllo su ciò che avviene, di anticipare gli eventi, di valutare la gravità di situazioni inattese che potrebbero verificarsi, come un rumore improvviso, la presenza di vento o di nebbia.

Non ultimo, le diverse fasi del volo possono provocare sensazioni fisiche nuove ed inattese che, seppure innocue, possono risultare inspiegabili e provocare ansia, timore di perdere il controllo sulle proprie reazioni corporee.

I contenuti specifici della paura di volare variano molto da soggetto a soggetto, ma ci sono delle situazioni che si possono ritenere comunemente più temute di altre. Tra queste troviamo i momenti del decollo, dell’atterraggio, e la presenza di turbolenze o di cattive condizioni atmosferiche; queste vengono vissute come fasi molto pericolose del volo, in cui si pensa che sia più probabile il verificarsi di un qualunque incidente e i rumori, gli scossoni vengono avvertiti molto intensamente. Altri aspetti del volo che generalmente provocano disagio sono il fatto di trovarsi intrappolati, chiusi nello spazio ristretto dell’aereo, di non poter quindi uscire in caso di intenso malessere e di non poterlo inoltre nascondere alle altre persone delle quali non è possibile eludere la presenza. Ancora, dell’esperienza del volo possono provocare timore la rapidità del mezzo, l’altezza, la sensazione di vuoto, il pensiero dell’ineluttabilità della morte in caso di incidente. Quando viaggia in aereo, inoltre, l’individuo sembra avere il senso, più che con qualsiasi altro mezzo di trasporto, di un’esperienza di “separazione”, dato che vi è un distacco estremamente rapido e repentino dalla propria realtà e dai propri cari; ci si lascia velocemente alle spalle un mondo rassicurante per proiettarsi verso un futuro sconosciuto e minaccioso, quale è quello dell’immaginario fobico. Quando affronta un viaggio in aereo il soggetto deve quindi anche fare i conti con la sua capacità di vivere l’esperienza della separazione e con l’ansia ad essa collegata. E’ per questo motivo che il momento dell’atterraggio, del ritorno al contatto con la terra, con la realtà conosciuta, seppure vissuto come pericoloso, suscita generalmente meno ansie di quello del decollo che rappresenterebbe il distacco da ciò che ci dà sicurezza e l’inizio del viaggio verso l’incerto.

SOSTITUIRE LA PAURA DELLA NON CONOSCENZA CON LA FIDUCIA DELLA CONOSCENZA

L’obiettivo che vi proponiamo è quello di acquisire gli strumenti necessari per STRUTTURARE in modo piu’ equilibrato sia la PAURA , sia l’esperienza del VOLO.

Che cosa significa? Sappiamo che l’uomo ha la necessità per poter vivere di dare un senso alla realtà che lo circonda, di selezionare ed organizzare in modo significativo e funzionale allo svolgimento delle sue attività gli innumerevoli stimoli provenienti dall’ambiente; in tal modo si crea una struttura di conoscenza che gli consente di orientarsi nel mondo, di agire, di prevedere gli eventi e farvi fronte.

Abbiamo visto come questa fondamentale esigenza che appartiene ad ogni essere umano risulta particolarmente forte in alcuni soggetti che presentano alcuni specifici tratti di personalità cosiddetti “fobici”; perché essi possano affrontare senza eccessiva ansia una qualsiasi esperienza questa deve possedere le caratteristiche della familiarità, della prevedibilità, della controllabilità.

Quello che vi proponiamo è, quindi, un insieme di informazioni con lo scopo di facilitare il crearsi di una struttura di conoscenza che renda maggiormente comprensibili sia l’esperienza della paura che quella del volo.

La paura viene generalmente vissuta da chi presenta un disturbo fobico come uno stato emotivo totalmente irrazionale ed ingiustificato; ciò che intendiamo mostrare è come questo non sia affatto vero e come essa invece abbia un suo importante significato non relativamente allo stimolo che direttamente la scatena (in questo caso il volo), ma in connessione col particolare modo che il soggetto ha di interpretare il mondo e, quindi, la situazione che sta vivendo.

Se prevedete la situazione in modo positivo essa risulterà positiva. Avrete ansia perche’ non conoscete l’esperienza del volo, ma riuscirete comunque ad affrontarla come tutte le altre situazioni che avete affrontato in passato; e lo farete al meglio perche’ avete come corredo genetico la capacita’ di affrontare e risolvere le situazioni problematiche. Tutto quello che dovete fare e’ impegnarvi a pensare nel miglior modo possibile, perche’ se non fate nulla, se cioè non costruite cioe’ attivamente situazioni che vi fanno provare piu’ ansia del normale, riuscirete facilmente a portare a termine il compito che vi siete prefissati. Siamo nati per sopravvivere per cui non attueremo mai comportamenti lesivi per noi o per gli altri e non proveremo emozioni sgradevoli se non ci mettiamo attivamente a stimolarci pensieri catastrofici.

Vi verranno presentate delle specifiche tecniche di tipo cognitivo-comportamentale funzionali alla gestione della paura e dell’ansia che serviranno per farvi comprendere meglio come gestire la situazione del volo.

Per quanto riguarda l’aereo poi vi proponiamo dettagliate informazioni tecniche sulle dinamiche del volo e su tutto ciò che lo circonda, come il funzionamento del controllo del traffico aereo, la gestione delle eventuali turbolenze durante il viaggio, ecc..; lo scopo è quello di rendere questa esperienza il più familiare e prevedibile possibile e quindi probabilmente molto meno ansiogena.

In questa fase cercheremo anche di sconfermare quelle vostre convinzioni irrazionali circa il volo (quale ad esempio la credenza di essere più in pericolo quanto più si è in alto e si procede velocemente, mentre in realtà è vero esattamente il contrario) cui facevamo riferimento nel seconda sezione di questa presentazione e che, come abbiamo visto, sono responsabili delle nostre emozioni più invalidanti.

RISTRUTTURAZIONE COGNITIVA

E’ necessario che impariate a focalizzare l’attenzione sui pensieri automatici ed illogici relativi all’esperienza di volare che invadono la vostra mente e vi spaventano. Una modalità utile per aiutarsi a farlo è quella di appuntarli sul DIARIO DEI PENSIERI IRRAZIONALI, qui allegato, proprio nel momento in cui vi assalgono, in qualsiasi ora del giorno ed in qualsiasi luogo vi troviate, a casa o a lavoro. E’ quello che vi chiederemo di fare durante il corso, tra la fase teorica e quella pratica. Nel giorno e nelle ore precedenti al volo tali pensieri non mancheranno di presentarsi con tutta la loro forza; la fase più critica è generalmente quella che precede l’arrivo all’aeroporto e l’imbarco, mentre già dal momento in cui si sale sull’aereo l’ansia inizia a decrescere. Quello che pensate della situazione in cui vi trovate vi fa provare emozioni che sono in relazione diretta con i vostri pensieri. Andrete all’aereoporto molto tesi e, a casa, pensando in modo negativo a quello che vi succedera’ vi stimolerete ansia; nel vostro posto piu’ rassicurante, se penserete a situazioni negative, sarete piu’ ansiosi che in qualsiasi altro posto. Andando all’aereoporto la vostra ansia crescera’ fino a che, nel momento in cui vi renderete conto dell’ambiente e comincerete a conoscere quello di cui temete, l’ansia calera’. Riaumentera’ nel momento in cui entrerete nell’aereo ma subito dopo, mentre siete dentro l’azione che piu’ temete, vi accorgerete che l’ansia decrescera’ fino a non esserci quasi per nulla pochi minuti dopo il decollo.

Questo metodo ci aiuterà ad individuarli per darci poi la possibilità di criticarli e fronteggiarli insieme prima di volare.

Vi si richiede di annotare una serie di informazioni relative ad ogni singolo pensiero di questo tipo che vi viene in mente: il momento del giorno ed il luogo in cui vi trovate, ciò che state facendo e quali sentimenti provate, la natura esatta del pensiero, le vostre reazioni ad esso, le tecniche impiegate per eliminarlo ed i risultati che riuscite ad ottenere.

Portate con voi il Diario compilato il giorno della fase pratica, in modo da poterne discutere in gruppo prima di affrontare il volo.

Diario dei pensieri irrazionali

Descrivi in dettaglio che cosa èsuccesso quando un qualche pensiero irrazionale sul volo ti èvenuto in mente PENSIERI ALTERNATIVI

Quali altri pensieri puoi proporti per stare meglio?

CHE COSA HAI FATTO?

Annota tutte le tue reazioni al pensiero

SENTIMENTI

Che cosa stavi provando?

QUALE PENSIERO TI E’ VENUTO IN MENTE?

ATTIVITA’

Che cosa stavi facendo?

LUOGO

Dove ti trovavi?

TEMPO

In che momento della giornata?

ARRESTO DEL PENSIERO

E’ importante che acquisiate una pratica sempre maggiore nel riconoscere i pensieri automatici negativi ed irrazionali riguardo le pratiche di volo che vi rendono ansiosi. A questo punto imparerete, con un po’ di pratica, ad intervenire su di essi bloccandoli con irruenza ed a sostituirli con pensieri di calma e di serenità.

Dovrete solo dire fermamente “basta” a voi stessi.

In alcuni casi, per facilitare la comprensione e l’acquisizione di questa tecnica, viene utilizzato come esempio un elastico con cui ci si colpisce il polso, con lo scopo di provocarsi un dolore momentaneo piuttosto acuto che blocca i pensieri d’ansia per qualche secondo. Un’attivita’ di distrazione qualsiasi puo’ interrompere il flusso deipensieri terrorizzanti in qualsiasi momento: dovrete essere piuttosto duri e fermi con voi stessi per arrestare i pensieri negativi.

Appena riuscirete a comprendere ciò, dovrete provare immediatamente a pensare a qualcosa di completamente diverso e piacevole che stabiliremo insieme; questo avrà come effetto una notevole diminuzione della tensione ed indurrà in voi uno stato di calma e di tranquillità.

Una volta appresa in modo adeguato, questa tecnica potrà essere utilizzata nella fase pratica, durante il volo, per ridurre l’ansia.

TECNICHE IMMAGINATIVE

Altre tecniche molto utilizzate per tentare di gestire i pensieri negativi implicano l’uso dell’immaginazione, sia in senso positivo che negativo.

Nel primo caso si tratta di imparare a concentrare la propria attenzione su certi eventi piacevoli, immaginandoli con il maggior numero di dettagli ed in modo più realistico possibile; questo esercizio produce emozioni positive che costituiscono un efficace strumento per combattere l’ansia nei momenti in cui essa vi assale.

Nel secondo caso è necessario organizzare un momento giornaliero di preoccupazione: stabilirete ad esempio una mezz’ora nell’arco della giornata durante la quale vi obbligherete a pensare a ciò che vi preoccupa circa l’esperienza di volare; ciò vi metterà in grado per tutto il resto del tempo di evitare i pensieri negativi demandandoli al momento specifico ad essi deputato.

Esempi di possibili Pensieri Negativi sul volo:

– “Durante il viaggio il motore potrebbe rompersi e l’aereo cadere in picchiata.”

– “In caso di nebbia o scarsa visibilità l’aereo potrebbe andare a sbattere contro una montagna o contro un altro aereo.”

– “Se durante il volo fossi colto da un attacco d’ansia non potrei scappare e sarei costretto a manifestarlo davanti a tutti gli altri passeggeri, facendo una figura terribile.”

– “La mia ansia potrebbe raggiungere un livello tale da provocarmi un infarto.

ESERCIZIO DELL’OBSTACLE GUIDANCE

Abbiamo sottolineato in precedenza la difficoltà che chi teme il volo ha nel dare fiducia a persone che non conosce perfettamente, nello specifico il pilota dell’aereo, anche se riconosciute come abili e competenti.

La tecnica che proponiamo è finalizzata ad accrescere la vostra capacità di affidarvi agli altri, se ritenuti capaci e degni di fiducia, e di lasciarvi guidare passivamente, quindi senza la minima possibilità di controllo, attraverso luoghi sconosciuti.

Uno dei partecipanti sceglie tra gli altri la persona che gli dà più sicurezza e le chiede di bendarlo; nella fase iniziale questa lo conduce attraverso la stanza nella quale si trovano descrivendo in ogni istante, molto dettagliatamente e preventivamente, il percorso che stanno seguendo e gli oggetti che incontrano.

Questo esercizio dovrà essere ripetuto più volte finchè il soggetto non si sente sufficientemente rilassato per poter passare alla fase successiva.

Nel secondo stadio la coppia percorre lo stesso tragitto precedente ma in assoluto silenzio, semplicemente con la mano della guida appoggiata sulla spalla o sul braccio dell’altro; anche in questo caso si attende che il soggetto superi l’ansia e raggiunga uno stato di calma.

La terza fase dell’esercizio prevede che si affrontino nuove stanze che la persona bendata non conosce e che la guida descrive minuziosamente mentre le percorre. Nello stadio finale il soggetto si lascia dirigere attraverso percorsi sconosciuti senza alcun supporto verbale da parte del suo compagno, al quale si affida completamente.

Nell’ambito del corso tutti, a turno, sperimenterete questa tecnica; essa contribuirà ad allentare le vostre difese, la vostra necessità di esercitare un controllo su qualsiasi situazione, vi mostrerà come a volte sia possibile ed utile affidarsi ad altre persone, che in determinate situazioni, come quella di pilotare un aereo, sono sicuramente più capaci e competenti di noi.

Utili sono anche le Tecniche di Rilassamento a cui vi rimando.

Invito anche a leggere la Terapia Razionale Emotiva

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

1 commento
  1. marion Droscher
    marion Droscher dice:

    Devo partire spesso con la aereo almeno una volta l’anno e questo da almeno 40 anni e non riesco ad allontanare quel ansia che mi prende gia solo a pensarci che fra un mese devo partire…cerco di stare calma e mi dico …dai….non e la prima volta…niente….sudo sette camicie durante un volo di solo due ore …mi viene la tachicardia chiudo gli occhi e non riesco a stare ferma nonostante la buona volontà quando chiudono i sportelli penso che adesso possono fare di noi quello che vogliono….Dio che sofferenza ogni volta arrivo con un fortissimo mal di testa…..

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