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TEST: TI PERDONO

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TI PERDONO : QUALE DEI DUE SIGNIFICATI LEGGETE PER PRIMA ?

Se avete letto per prima il significato del “perdonare” probabilmente siete più predisposti al perdono nel conflitto relazionale o affettivo.

Se avete letto per prima il significato del “perdere” probabilmente siete più predisposti ad andare via nel conflitto relazionale o affettivo.

RIFLESSIONI SUL PERDONO

Perdona, non perché loro meritano il perdono, ma perché tu meriti la pace.
(Anonimo)

Volete essere felici per un istante? Vendicatevi! Volete essere felici per sempre? Perdonate!
(Henri Lacordaire)

Ferire qualcuno che sai ti perdonerà è la cosa più scorretta di tutte.
(Robert Brault)

Decidi di perdonare: perché il risentimento è negativo; il risentimento è velenoso; il risentimento diminuisce e divora l’ego.
(Robert Muller)

Il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo.
(Gandhi)

Perdonare significa aprire la porta per liberare qualcuno e realizzare che eri tu il prigioniero.
(Lewis B. Smedes)

Quando ho camminato fuori dalla porta verso il cancello che avrebbe portato alla mia libertà, sapevo che se non avessi lasciato l’amarezza e l’odio dietro di me, sarei rimasto ancora in prigione.
(Nelson Mandela)

Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi.
(John Fitzgerald Kennedy)

ente e nel modo peggiore la nostra anima è perdonare senza dimenticare.
(Arthur Schnitzler)

C’è una dura legge… Quando una ferita ci viene inflitta, non guariamo mai fino a quando non perdoniamo.
(Alan Paton)

Il perdono non cambia il passato, ma allarga il futuro.
(Paul Boese)

Più l’uomo sa e più perdona.
(Caterina II di Russia)

Perdoniamo gli uomini: sono tutti pazzi.
(Lucio Anneo Seneca)

È più facile perdonare un nemico che un amico.
(William Blake)

Molte persone sono a favore del porgi l’altra guancia, soprattutto se la guancia è tua.
(Anne Ellis)

Perdonare gli altri per i loro errori è molto facile. Ci vuole più fegato e coraggio a perdonarli per essere stati testimoni dei vostri.
(Jessamyn West)

“Tout comprendre est tout pardonner”, scrive Pascal. A torto, sostiene Jankelevic. Se tutto è compreso, non resta più niente da perdonare.
(Carlo Gragnani)

Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono.
(Honoré de Balzac)

I figli iniziano amando i loro genitori, in seguito li giudicano. Raramente, se non mai, li perdonano.
(Oscar Wilde)

Possiamo perdonare a chi ci ha offeso. Difficilmente perdoneremo a chi ci ha, sia pure una sola volta, e involontariamente fatto paura.
(Guido Morselli)

Non giudicare le persone dai loro errori, ma dalla loro voglia di rimediare.
(Anonimo)

Col vendicarsi, un uomo è alla pari col suo nemico; ma col passarci sopra, egli è superiore.
(Sir Francis Bacon)

Quello che noi perdoniamo troppo in fretta non rimane perdonato.
(Mignon McLaughlin)

Il cuore perdona spesso, la ragione qualche volta, l’amor proprio mai.
(Louis Dumur)

Non ha senso a seppellire l’ascia se poi hai intenzione di lasciare un segno sul terreno.
(Sydney Harris)

Il perdono è la fragranza che la violetta lascia sul calcagno che l’ha schiacciata.
(Mark Twain)

Conosco troppo gli uomini per ignorare che spesso l’offeso perdona, ma l’offensore non perdona mai.
(Jean-Jacques Rousseau)

Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.
(Silvio Pellico)

È peggio perdonare a tutti, che non perdonare a nessuno.
(Abbé de la Roche)

Comprendere ogni cosa significa perdonare ogni cosa: pensiero e frase quanto mai nobili. Peccato però che il perdono avvenga novantanove volte su cento per pigrizia e al massimo una volta per bontà; e che, su cento volte, novantanove la bontà tragga origine non certo dalla ricchezza dell’animo quanto piuttosto dall’insufficienza dell’intelletto.
(Arthur Schnitzler)

Il perdono presuppone sempre un po’ di oblio, un po’ di disprezzo e molta convenienza.
(Jacinto Benavente)

Il perdono, nella maggior parte dei casi, altro non è che il tentativo pusillanime di ripristinare una condizione precedente, più comoda o più piacevole, persino a scapito dell’equità, dell’onore e del rispetto per se stessi.
(Arthur Schnitzler)

Perdona sempre i tuoi nemici. Nulla li infastidisce così tanto.
(Oscar Wilde)

Perdonando troppo a chi falla, si fa ingiustizia a chi non falla.
(Baldassarre Castiglione)

Perdona molto agli altri, nulla a te stesso.
(Anonimo)

Il perdono è un evento drammatico che reca in sé una rivoluzione spirituale, una conversione, sia per chi lo offre, sia per chi lo riceve: non può quindi essere un evento indolore. Un perdono indolore non è perdono, è ipocrisia.
(Geno Pampaloni)

Lo stupido non perdona e non dimentica. L’ingenuo perdona e dimentica. Il saggio perdona, ma non dimentica.
(Thomas Stephen Szasz)

Gli uomini dimenticano, ma non perdonano; donne perdonano, ma non dimenticano mai.
(Robert Jordan)

Tutte le colpe possono venir perdonate
a colui che ha un perfetto candore.
(Walt Whitman)

Si può ben perdonare a un uomo di essere sciocco per un’ora quando ci sono tanti che non smettono mai di esserlo nemmeno per un’ora in tutta la loro vita.”
(Francisco de Quevedo)

La gioventù, a cui si perdona tutto, non si perdona nulla; alla vecchiaia, che si perdona tutto, non si perdona nulla.
(George Bernard Shaw)

Il perdono più difficile è quello che un uomo deve riuscire a trovare per se stesso.
(Anonimo)

Chi dice che la miglior vendetta è il perdono non ha mai subito un torto.
(Roberto Gervaso)

Ognuno dovrebbe perdonare i propri nemici, ma non prima che questi siano impiccati.
(Heinrich Heine)

Spesso perdoniamo quando il perdono non ci costa più nulla.
(Roberto Gervaso)

Il perdono è migliore della vendetta.
(Pittaco)

“Il perdono è la migliore vendetta”. Il rovesciamento della frase ne mette in luce un senso inusitato ma vero: il perdono deriva dalla poca considerazione in cui l’offeso tiene l’offensore.
(Carlo Gragnani)

Spesso il perdono non è che una forma di vendetta.
(Paul-Jean Toulet)

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

IL TEST DI BRATMAN SULL’ORTORESSIA

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L’ortoressia (dal greco orthos -corretto- e orexis -appetito-) è una forma di attenzione abnorme alle regole alimentari, alla scelta del cibo e alle sue caratteristiche.
Secondo il seguente test ideato da Steve Bratman, una risposta affermativa a più di quattro domande classifica il soggetto all’inizio della patologia ortoressica, sino a un livello maniacale nel caso di tutte le risposte positive:
1) Spendi più di 3 ore al giorno riflettendo sulla tua alimentazione?
2) Pianifichi i tuoi pasti diversi giorni prima?
3) La possibilità che i cibi che assumi ti facciano ingrassare è sempre più importante del piacere di mangiarli?
4) Lo stato di ansia nella tua vita è aumentata da quando hai riflettuto sulla tua alimentazione?
5) Sei diventato più severo con te stesso nei confronti del tuo comportamento quotidiano e alimentare?
6) La tua autostima aumenta quando ti alimenti in modo corretto?
7) Hai eliminato radicalmente diversi cibi che ti piacevano in favore di cibi più salutari?
8) Ti riesce più difficile mangiare fuori casa, in ristoranti diversi?
9) Ti senti in colpa quando non mangi in modo corretto?
10) Ti senti in pace con te stesso e in pieno controllo quando mangi in modo corretto?
RISULTATI
Risposta positiva a:
3 domande: Normale
4-8 domande: Ortoressia
9-10 domande: Grave Ortoressia

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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TEST SUI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

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La Commissione del Ministero della Sanità sui disturbi alimentari propone un test per aiutare genitori e insegnanti ad individuare se un figlio o un alunno “nasconde” i sintomi della malattia.
  • Ti pesi più di due volte in settimana?
  • Quando mangi, ti capita di pensare alle calorie?
  • Ti senti in colpa dopo avere mangiato?
  • Se ti guardi allo specchio, guardi soprattutto pancia e cosce?
  • Il tuo peso influenza il tuo umore?
  • Il tuo peso influenza la tua disponibilità all’ora di frequentare i coetanei?
  • Il tuo ciclo mestruale è irregolare o assente?
  • Mangi grandi quantità di cibo con la sensazione di perdere il controllo, indipendentemente dal senso di fame?
  • Ti capita di provocarti il vomito o di desiderarlo dopo avere mangiato?
  • Se mangi di più di quello che ritieni necessario per te, cerchi di ridurre i pasti successivi?
  • Fai uso di diuretici o lassativi o farmaci per dimagrire?
  • Fai attività fisica per bruciare calorie o con la sensazione di non poterne fare a meno?
  • Dedichi al cibo gran parte del tempo dei tuoi pensieri?
  • Non riesci a parlare con nessuno dei tuoi problemi?
  • Hai un indice di massa corporea inferiore a 18,5?
  • Se sì, hai un’intensa paura di ingrassare?
Se le risposte positive sono almeno 6 potrebbe essere utile parlare con un esperto.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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TEST SULL’ANSIA SOCIALE

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Social Interaction Self-statement Test (CR Glass et al., 1982)

E’ ovvio che le persone pensino cose diverse quando si trovano ad affrontare situazioni sociali differenti. Qui è riportato un elenco di cose che anche tu puoi avere pensato qualche volta prima, durante o dopo una situazione di rapporto sociale nella quale sei stato coinvolto. Leggi attentamente ogni frase e indica, facendo una crocetta nello spazio corrispondente, con quale frequenza puoi aver pensato una cosa del genere prima, durante o dopo quella situazione.

Ho avuto questo pensiero: Quasi
mai
Di rado Qualche
volta
Spesso Molto
spesso
1 Entro in ansia quando non mi viene in mente qualcosa da dire 1 2 3 4 5
2 Di solito riesco a parlare abbastanza facilmente con una persona 1 2 3 4 5
3 Spero di non apparire sciocco 1 2 3 4 5
4 Incomincio a sentirmi più a mio agio 1 2 3 4 5
5 Sono veramente preoccupato di ciò che quella persona penserà veramente di me 1 2 3 4 5
6 Niente preoccupazioni, niente paure, niente ansia 1 2 3 4 5
7 Sono preoccupato da morire 1 2 3 4 5
8 Probabilmente quella persona non avrà alcun interesse per me 1 2 3 4 5
9 Forse posso metterla a suo agio mostrandomi disponibile 1 2 3 4 5
10 Invece di preoccuparmi posso pensare a come fare per conoscerla meglio 1 2 3 4 5
11 Non mi sento abbastanza tranquillo quando incontro una persona e perciò le cose finiscono per andare male 1 2 3 4 5
12 Accidenti, il peggio che può succedere è che quella persona non vada bene per me 1 2 3 4 5
13 Una persona può desiderare di parlare con me quanto io voglio parlare con lei 1 2 3 4 5
14 Questa potrebbe essere una buona opportunità 1 2 3 4 5
15 Se mi faccio sfuggire questo colloquio, perderò veramente la fiducia in me 1 2 3 4 5
16 Quello che dico sembrerà probabilmente stupido 1 2 3 4 5
17 Perché lasciar perdere? E’ solo un tentativo 1 2 3 4 5
18 Questa è una situazione difficile, ma io posso gestirla 1 2 3 4 5
19 Accidenti, non voglio farlo 1 2 3 4 5
20 Se quella persona non mi risponde ne sarò distrutto 1 2 3 4 5
21 Devo farle una buona impressione altrimenti starò malissimo 1 2 3 4 5
22 Sono proprio un idiota inibito 1 2 3 4 5
23 Probabilmente sarò comunque fatto fuori 1 2 3 4 5
24 Posso far fronte a tutto 1 2 3 4 5
25 Anche se penso che non andrà bene, non è poi una catastrofe 1 2 3 4 5
26 Mi sento goffo e stupido; qualcuno se ne accorgerà di certo 1 2 3 4 5
27 Probabilmente noi abbiamo molto in comune 1 2 3 4 5
28 Forse andremo veramente d’ accordo 1 2 3 4 5
29 Vorrei tanto poter andarmene ed evitare tutta questa situazione 1 2 3 4 5
30 Al diavolo la prudenza! 1 2 3 4 5

Il punteggio finale può variare tra un minimo di 30 (ansia sociale inesistente: sei una persona estroversa e disinvolta) ed un massimo di 150 (la situazione è molto grave e sicuramente è compromesso il tuo funzionamento socio-relazionale). Un punteggio uguale o superiore a 75 indica comunque che provi un disagio più o meno marcato nei rapporti con gli altri, e sarebbe utile affrontare il problema.

Il risultato del test non è sufficiente per una diagnosi; si rimanda ad una valutazione specialistica per confermare un eventuale stato ansioso.

TEST REPERITO SUL WEB

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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TEST SULLA DIPENDENZA DA GIOCO D’AZZARDO

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The South Oaks Gambling Screen

Lesieur H.R., Blume S.B., (1987), Am J Psychiatry, 144:9

ISTRUZIONI:  Questo è un test per aiutarti a stabilire se potresti avere un Disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico che richieda l’attenzione di un professionista. Questo test (SOGS 1987) non è ideato per fare la diagnosi di un disturbo o per sostituirsi alla consultazione o alla diagnosi di un professionista. Si consiglia di stampare questa pagina per compilare agevolmente il test.

1.       Indicare quali, tra i seguenti tipi di comportamenti “d’azzardo”, avete seguito durante la vostra vita. Per ogni tipo di comportamento segnare solo una risposta: “MAI”, “MENO DI UNA VOLTA A SETTIMANA”, “UNA O PIU’ VOLTE A SETTIMANA”.

 

MAI

Meno di

1 volta a settimana

Più di 1

volta a

settimana

A

      Giocare a carte per soldi

B

      Scommettere su cavalli, cani, o altri animali (in agenzia, alla pista, o con un bookmakers)

C

      Scommettere su vari sport

D

      Giocare con i dadi per soldi

E

      Recarsi al casinò (legali e non )

F

      Giocare al lotto o altre lotterie

G

      Giocare a Tombola (BINGO)

H

      Giocare in borsa o sulle transazioni economiche

I

      Giocare alle slot-machine, poker-machine, o altre acchine

J

      Giocare al biliardo, golf, o giocare a qualsiasi altro gioco di abilità per soldi

 

 

2.       Qual è la somma di denaro più alta che avete puntato in un giorno?

–          Non ho mai puntato nessuna somma”

–          fino a 1 euro

–          da 1 a 5 euro

–          da 5 a 50 euro

–          da 50 a 500 euro

–          da 500 a 5.000 euro

–          oltre 5.000 euro

 

3.       I vostri genitori hanno (hanno avuto) problemi con il gioco d’azzardo?

–          Entrambi giocano troppo

–          Solo mio padre gioca troppo

–          Solo mia madre gioca troppo

–          Nessuno dei due gioca troppo

4.       Quando giocate d’azzardo e perdete, ogni quanto tornate il giorno dopo per cercare di vincere la somma persa?

–          Mai

–          Talvolta (meno della metà delle volte che perdo)

–          La maggior parte delle volte che perdo

–          Ogni volta che perdo

5.       Avete mai preteso (o vi siete mai vantati) di aver vinto al gioco una somma di denaro che invece avevate perso?

–          Mai

–          Sì, ma meno della metà delle volte che perdo

–          Sì, la maggior parte delle volte

6.       Credete di avere un problema con il gioco d’azzardo?

–          No

–          Sì, in passato ma non adesso

–          Sì

Domande dalla 7 alla 16: Rispondere SI o NO

7.       Avete mai giocato d’azzardo più di quanto non volevate?

 

8.       Gli altri hanno criticato il modo con cui affrontate il gioco d’azzardo?  

 

9.       Vi siete mai sentiti in colpa per il modo con cui giocate o per quello che vi accade quando giocate?          

                                                                                                 

10.     Vi siete mai sentiti come se desideraste di smettere di giocare d’azzardo ma avete pensato di non riuscirvi?                                                                                               

 

11.     Avete mai nascosto al/alla vostro/a partner, ai vostri figli, oppure ad altre persone importanti per voi, scontrini di puntata, fisches, biglietti dalle lotteria, o altri oggetti legati al gioco d’azzardo?                                                                                         

 

12.    Avete mai litigato con le persone con cui vivete su come gestite il vostro denaro?

 

13.     (Se avete risposto Sì alla domanda precedente) Gli argomenti di discussione sul denaro sono mai stati centrati sul gioco d’azzardo?

 

14.     Avete mai preso in prestito del denaro da qualcuno a cui non siete stati in grado di restituire la somma a causa del gioco d’azzardo?         

 

15.     Avete mai sottratto tempo al lavoro o alla scuola a causa del gioco d’azzardo?

 

 

16.     Se avete chiesto in prestito del denaro per giocare d’azzardo o per pagare i debiti di gioco, da chi o da dove avete preso i soldi?

–          Dal bilancio familiare

–          Dal/dalla vostro/a partner

–          Da altri parenti

–          Dalle banche, dagli istituti di credito, ecc.

–          Da carte di credito

–          Dagli strozzini

–          Dai risparmi, valori o altri oggetti personali

–          Dalla vendita dei vostri beni personali o familiari

–          Facendo debito sul vostro conto bancario

–          Avete (avete avuto) un conto aperto con un scommettitore

–          Avete (avete avuto) un conto aperto con un casinò

Risultati:

Assegnare il punteggio 1 se si è risposte come segue alle seguenti domande:

Domanda 4 –   “La maggior parte delle volte che perdo

Domanda 5 –   “Sì, ma meno della metà delle volte che perdo

Oppure

Sì, la maggior parte delle volte

Domanda 6 –   “Sì, ma meno della metà delle volte che perdo

Oppure

Assegnare il punteggio 1 se si è risposto  “SI” alle seguenti domande:

7 – 8 – 9 – 10 – 11 13 14 15 –  16a – 16b – 16c – 16d – 16e – 16f – 16g – 16h – 16i

 

Il punteggio totale del test si calcola sommando i punteggi ottenuti dalle domande sopra elencate.

Totale :  ______  (si calcola su 20 domande)

0 – 2   =  Nessun problema

3 – 4  =  Giocatore problematico a rischio

5 o più  =  Giocatore d’azzardo patologico

Il risultato del test non è sufficiente per una diagnosi; si rimanda ad una valutazione specialistica

TEST REPERITO SUL WEB

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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TEST SUL DISTURBO D’ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BINGE EATING)

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QUESTIONARIO BES – BINGE EATING SCALE
(J. Gormally et al. 1982)

Il questionario BES è un test diretto alla valutazione del Binge Eating, il cui sintomo principale sono le abbuffate compulsive.

La compilazione del questionario deve essere effettuata selezionando l’affermazione che sembra più adatta a descrivere la propria condizione emotiva. Per ciascuno dei 16 gruppi di affermazioni è necessario selezionare una sola delle quattro possibilità.

Ricorda che il seguente test non possiede alcuna funzione diagnostica; esso non sostituisce un consulto specialistico e il suo risultato è puramente indicativo. Ora puoi procedere.


Domanda 1.

1. Non penso al mio peso e alle dimensioni del mio corpo quando sono con altre persone
2. Mi preoccupo del mio aspetto ma questo non mi rende insoddisfatta/o di me
3. Penso al mio aspetto e al mio peso e mi sento delusa/o da me stessa/o
4. Penso molto al mio peso e provo spesso forte vergogna e disgusto per me stessa/o. Perciò evito per quanto possibile di incontrare altre persone

Domanda 2.
1. Non ho difficoltà a mangiare lentamente, seduta/o in maniera corretta
2. Mi sembra di trangugiare il cibo ma alla fine non mi sento troppo piena/o per aver mangiato eccessivamente
3. A volte mangio velocemente e dopo mi sento troppo piena/o
4. Di solito ingollo il cibo quasi senza masticarlo e poi mi sento scoppiare perché ho mangiato troppo

Domanda 3.
1. Quando voglio, sono capace di controllare i miei impulsi verso il cibo
2.Penso di avere minor controllo sul cibo rispetto alla maggior parte delle persone
3. Mi sento totalmente incapace di controllare i miei impulsi verso il cibo
4. Mi sento totalmente incapace di controllare il mio rapporto con l’alimentazione e cerco disperatamente di combattere i miei impulsi verso il cibo

Domanda 4.
1. Non ho l’abitudine di mangiare quando sono annoiata/o
2. Qualche volta mangio quando sono annoiata/o, ma spesso riesco a distrarmi e a non pensare al cibo
3. Spesso mangio quando sono annoiata/o, ma talvolta riesco a distrarmi e a non pensare al cibo
4. Ho l’abitudine di mangiare quando sono annoiata/o e niente riesce a farmi smettere

Domanda 5.
1. Di solito, quando mangio qualcosa è perché ho fame
2. Talvolta mangio d’impulso, senza avere veramente fame
3. Mi capita spesso di mangiare per soddisfare una sensazione di fame anche se fisicamente non ho bisogno di cibo; in queste occasioni non riesco nemmeno a gustare quello che mangio
4. Anche se non ho fisicamente fame, avverto il bisogno di mettere qualcosa in bocca e mi sento soddisfatta/o solo quando riesco a riempirmi la bocca (per esempio con un pezzo di pane). Qualche volta, quando questo succede, risputo il cibo per non ingrassare

Domanda 6.
1. Non mi sento per nulla in colpa, né provo odio per me stessa/o dopo aver mangiato troppo
2. A volte mi sento in colpa o provo odio per me stessa/o dopo aver mangiato troppo
3. Quasi sempre provo un forte senso di colpa o odio per me stessa/o se ho mangiato troppo

Domanda 7.

1. Quando sono a dieta non perdo mai del tutto il controllo sul cibo, anche in momenti in cui mangio troppo
2. Quando sono a dieta e mangio un cibo proibito, sento che ormai ho trasgredito e mangio ancora di più
3. Quando sono a dieta e mangio più del dovuto mi dico spesso: “Ormai hai trasgredito, perché non vai fino in fondo?” Quando questo succede, mangio ancora di più
4. Mi metto regolarmente a dieta stretta, ma poi interrompo la dieta con un’abbuffata. La mia vita è fatta di abbuffate
e digiuni

Domanda 8.
1. È raro che io mangi così tanto da sentirmi sgradevolmente piena/o
2. Circa una volta al mese mangio così tanto da sentirmi sgradevolmente piena/o
3. Ci sono periodi regolari durante il mese in cui mangio grandi quantità di cibo, ai pasti o fuori dai pasti
4. Mangio così tanto che di solito, dopo aver mangiato, mi sento piuttosto male e ho nausea

Domanda 9.
1. La quantità di calorie che assumo è abbastanza costante nel tempo
2. Qualche volta, dopo aver mangiato troppo, cerco di mangiare pochissime calorie per compensare l’eccesso del
pasto precedente.
3. Ho l’abitudine di mangiare troppo di sera. Di solito non ho fame la mattina e mangio troppo la sera
4. Da adulto ho avuto periodi di circa una settimana in cui mi sono imposto diete da fame, a seguito di periodi in cui avevo mangiato troppo. La mia vita è fatta di abbuffate e digiuni

Domanda 10.
1. Di solito riesco a smettere di mangiare quando lo decido. So quando è ora di dire basta
2. A volte avverto un impulso a mangiare che non riesco a controllare
3. Spesso avverto impulsi a mangiare così forti che non riesco a vincerli, mentre altre volte riesco a controllarmi
4. Mi sento del tutto incapace di controllare i miei impulsi a mangiare. Ho paura di non farcela a smettere di mangiare con un atto di volontà

Domanda 11.
1.Non ho problemi a smettere di mangiare quando mi sento piena/o
2. Di solito riesco a smettere di mangiare appena mi sento piena/o, ma talvolta mangio così tanto da sentirmi piena/o
in modo sgradevole
3. Per me è un vero problema smettere di mangiare una volta che ho iniziato e di solito, alla fine, mi sento piena/o in modo sgradevole
4. Per me è un vero problema smettere di mangiare e qualche volta devo provocarmi il vomito per avere sollievo

Domanda 12.
1. Quando sono con gli altri (incontri familiari, occasioni sociali) mi sembra di mangiare come quando sono da sola/o
2. Quando sono con gli altri a volte non mangio quanto vorrei, perché sono consapevole dei miei problemi con il cibo
3. Quando sono con gli altri spesso mangio poco, perché mangiare di fronte ad altri mi imbarazza molto
4. Mi vergogno così tanto di mangiare troppo, che per farlo scelgo i momenti in cui nessuno mi vede. In effetti, mangio di nascosto

Domanda 13.
1. Faccio tre pasti al giorno e occasionalmente uno spuntino
2. Faccio tre pasti al giorno e di solito anche degli spuntini
3. Quando faccio molti spuntini salto i pasti regolari
4. Ci sono periodi in cui mi sembra di mangiare continuamente, senza pasti regolari

Domanda 14.
1. Non penso molto a controllare gli impulsi a mangiare che non vorrei avere
2. A volte la mia mente è occupata dal pensiero di come controllare l’impulso a mangiare
3. Spesso passo molto tempo pensando a quanto ho mangiato o a come fare per non mangiare
4. La mia mente è occupata per la maggior parte del tempo da pensieri sul mangiare. Mi sembra di essere continuamente in lotta per non mangiare

Domanda 15.
1. Non penso molto al cibo
2. Mi capita di avere un forte desiderio di cibo, ma solo per brevi periodi di tempo
3. Ci sono giorni in cui non penso ad altro che al cibo
4. La maggior parte delle mie giornate è occupata da pensieri sul cibo. Mi sembra di vivere per mangiare

Domanda 16.
1.Di solito so se sono affamata/o oppure no. Prendo la porzione giusta per saziarmi.
2. A volte non so bene se ho fisicamente fame oppure no. In questi momenti, mi è difficile capire quanto cibo ci vorrebbe per saziarmi.
3. Anche se sapessi quante calorie dovrei mangiare, non avrei un’idea chiara di quale sarebbe, per me, una normale quantità di cibo

CALCOLA IL PUNTEGGIO

Domanda Risposta 1 Risposta 2 Risposta 3 Risposta 4
1 0 0 1 3
2 0 1 2 3
3 0 1 3 3
4 0 0 0 3
5 0 1 2 3
6 0 1 3
7 0 2 3 3
8 0 1 2 3
9 0 1 2 3
10 0 1 2 3
11 0 1 2 3
12 0 1 2 3
13 0 0 2 3
14 0 1 2 3
15 0 1 2 3
16 0 1 2

 

  • S Se il punteggio complessivo è inferiore a 17 la presenza di sintomi di binge eating è IMPROBABILE
  • S Se il punteggio complessivo è compreso tra 17 e 27 la presenza di sintomi di binge eating è POSSIBILE
  • S Se il punteggio complessivo è superiore a 27 la presenza di sintomi di binge eating è PROBABILE               

TEST REPERITO SUL WEB

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TEST SULLO SHOPPING COMPULSIVO

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1) Quanto frequentemente acquista cose che non usa?

Sempre

Spesso

Mai

 

2) Quanto frequentemente acquista cose senza avere il denaro sufficiente?

Sempre

Spesso

Mai

 

3) Quanto spesso raccoglie oggetti che altri hanno gettato?

Sempre

Spesso

Mai

 

4) Quanto si sente in obbligo di acquistare qualcosa anche se non le occorre?

Sempre

Spesso

Mai

 

5) Quanto spesso si sente in ansia o depresso quando non acquista qualcosa che avrebbe veramente voluto?

Sempre

Spesso

Mai

 

6) Quanto spesso fa acquisti per sentirsi meglio?

Sempre

Spesso

Mai

 

7) Quanto spesso sente il bisogno di possedere assolutamente qualcosa che vede mentre sta facendo shopping?

Sempre

Spesso

Mai

 

8) Fino a che punto si sente angosciato o sconvolto per aver comprato ogetti superflui?

Sempre

Spesso

Mai

 

9) Lo shopping eccessivo le ha causato difficoltà finanziarie?

Sempre

Spesso

Mai

 

10) Lo shopping eccessivo ha interferito sulla sua vita sociale o sul suo lavoro?

Sempre

Spesso

Mai

 

11) Lei guarda nei rifiuti di altre persone per trovare cose da portare a casa?

Sempre

Spesso

Mai

 

12) Spende più tempo del voluto facendo shopping?

Sempre

Spesso

Mai

 

RISULTATI:

Sulle dodici domande si devono assegnare 2 punti per la prima risposta, 1 punto per la seconda e 0 punti per la terza.

da 0 a 6 punti: non si evidenziano problematiche

da 7 a 13 punti: siete uno shopper problematico

da 14 a 24 punti: potreste essere una persona con problemi di shopping compulsivo

 

Il risultato del test non è sufficiente per una diagnosi; si rimanda pertanto ad una valutazione con uno psicologo

TEST REPERITO SUL WEB

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

TEST SULLA DEPRESSIONE POST-PARTUM

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La Scala di Edimburgo aiuta la paziente ad orientarsi nel valutare la possibile presenza di sintomi depressivi post-partum, sebbene non sostituisca in nessun modo l’anamnesi medica di uno specialista. Non serve a fare diagnosi, si limita a individuare un rischio.

 

Nelle ultime due settimane:

1. Sono stata in grado di ridere e vedere il lato divertente delle cose

Come al solito 0

Non proprio come al solito 1

Quasi mai 2

Per niente 3

 

2. Mi sono posta in modo positivo verso gli eventi

Come al solito 0

Un pò meno del solito 1

Assolutamente meno del solito 2

No, per niente 3

 

3. Mi sono sentita colpevole senza motivo quando le cose non andavano bene

Raramente o mai 0

Qualche Volta 1

Spesso 2

Quasi sempre 3

 

4. Sono diventata ansiosa o preoccupata senza un buon motivo

Raramente o mai 0

Qualche Volta 1

Spesso 2

Quasi sempre 3

 

5. Mi sono sentita spaventata o nel panico senza un buon motivo

Spesso 3

Qualche volta 2

Non molto 1

Mai 0

 

6. Mi sono sentita sopraffatta dalle cose che accadevano

Sì, il più delle volte non sono in grado di affrontarle 3

Sì, talvolta non le affronto bene come al solito 2

No, il più delle volte le ho affrontate piuttosto bene 1

No, le ho affrontate bene come sempre 0

 

7. Sono così infelice che ho delle difficoltà a dormire

Sì, la maggior parte delle volte 3

Sì, qualche volta 2

Talvolta 1

No, non mi sembra 0

 

8. Mi sono sentita triste o avvilita

Sì, la maggior parte delle volte 3

Sì, frequentemente 2

Talvolta 1

Mai 0

 

9. Sono così infelice che ho pianto

Sì, la maggior parte delle volte 3

Sì, frequentemente 2

Occasionalmente 1

Mai 0

 

10. Il pensiero di farmi del male mi è venuto in mente

Abbastanza spesso 3

Qualche Volta 2

Quasi mai 1

Mai 0

 

Se il punteggio ottenuto è superiore a 12 il rischio di depressione post-partum non deve essere trascurato.                  E’ opportuno consultare uno specialista.

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TEST BETQ SULLE MOTIVAZIONI DELLE ABBUFFATE COMPULSIVE

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Il fatto di soffrire periodicamente di abbuffate è uno dei criteri diagnostici dell’anoressia nervosa, della bulimia nervosa e del binge eating disorder. Risulta quindi importante capire i motivi che scatenano le abbuffate.

Uno strumento utile a questo scopo è il Binge Eating Trigger Questionnaire (BETQ), questionario messo a punto da uno studioso olandese e adattato alla realtà italiana da uno dei più noti ricercatori italiani in materia di disturbi dell’alimentazione (Vanderlinden, J. e Dalla Grave, R.).

Il questionario ha lo scopo di approfondire le situazioni che hanno scatenato l’abbuffata; queste situazioni vengono chiamate “trigger”, che in inglese significa grilletto.

Nel compilare il questionario bisogna indicare per ogni abbuffata il “trigger” che ha preceduto il comportamento bulimico, indicando con una crocetta quella o quelle che più si avvicinano alla situazione che sentite e/o pensate che abbiano provocato l’abbuffata. Sono possibili anche più situazioni “trigger” contemporaneamente e ci sono anche spazi liberi per aggiungere eventuali “trigger” che voi avete sperimentato.

Consigliamo di compilare il questionario il più presto possibile dopo ogni abbuffata indicando anche il grado di sofferenza (ansia, rabbia, stress, tristezza ecc) che avete provato in quella specifica situazione “trigger” e assegnando un punteggio da 0 a 10 (0 nessuna sofferenza, 10 sofferenza estrema)

E’ importante anche segnarsi, almeno in sintesi, in un foglio a parte, quali erano le emozioni dominanti nel momento in cui si è scatenata l’abbuffata.

 

“Trigger” della mia abbuffata

Scegliete tutte le risposte che volete ed annotate per ogni risposta il livello di sofferenza assegnandogli un punteggio variabile da 0 a 10 ed il tipo di emozioni provate nel corso dell’abbuffata.

 

01    Mi sentivo rifiutata

02    Mi sentivo sola

03    Mi sentivo ansiosa

04    Mi sentivo in panico

05    Mi sentivo tesa

06    Mi sentivo depressa

07    Mi sentivo triste

08    Mi sentivo annoiata

09    Mi sentivo vuota dentro

10    Mi sentivo arrabbiata

11    Mi sentivo in colpa

12    Provavo vergogna

13    Mi sentivo senza valore

14    Mi sentivo non amata

15    Mi sentivo incompresa

16    Mi sentivo insoddisfatta

17    Mi sentivo irritata

18    Mi sentivo confusa

19    Mi sentivo frustrata

20    Mi sentivo disgustata

21    Avevo paura di crescere e di diventare adulta

22    Mi sentivo incapace di affrontare le responsabilità della vita

23    Ero preoccupata per il mio futuro

24    Avevo pensieri negativi su di me

25    Non avevo più voglia di vivere

26    Mi sentivo felice

27    Mi sentivo eccitata

28    Mi sentivo apprezzata

29    Mi sentivo amata

30    Mi sentivo una fallita

31    Avevo ricevuto dei complimenti

32    Mi sentivo euforica

33    Sentivo lo stomaco pieno

34    Avevo fame/sete

35    Avevo mangiato dolci

36    Avevo mangiato carne/pesce

37    Avevo affrontato dei cibi che di solito assumo durante le abbuffate

38    Avevo visto certi cibi (ne avevo sentito l’odore)

39    Avevo bevuto certe bevande

40    Avevo bevuto alcol

41    Sentivo l’impulso di mangiare dolci

42    Avevo saltato dei pasti

43    Ero a dieta

44    Avevo mangiato dei cibi “proibiti”

45    Avevo rotto una regola dietetica

46    Avevo sentito l’impulso di abbuffarmi e non sono riuscita a resistere

47    Avevo fumato

48    Avevo preso delle droghe

49    Avevo litigato con uno o più dei miei familiari durante il pasto

50    Fuori c’era buio

51    Avevo sentito delle persone scherzare sulla sessualità

52    Qualcuno mi aveva toccato fisicamente

53    Il mio partner voleva fare l’amore

54    Dopo un rapporto sessuale mi sentivo cattiva/sporca

55    Il dottore mi aveva chiesto di spogliarmi durante una visita medica

56    Mi avevano pesata

57    Ero preoccupata per il mio peso e l’aspetto fisico

58    Mi ero pesata

59    Mi avevano fatto una fotografia

60    Mi avevano ripresa in un video

61    Avevo sentito qualcuno strillare

62    Era un giorno dell’anno che mi ricordava delle esperienze traumatiche

63    Avevo fatto esercizio fisico in modo eccessivo

64    Ero eccitata sessualmente

65    Ero in un periodo nero

66    Avevo le mestruazioni

67    Mi sentivo grassa

68    Avevo pensieri disgustosi sul mio corpo

69    Mi ero vista grassa

70    Mi ero guardata allo specchio

71    Mi ero ricordata di esperienze traumatiche/dolorose

72    Qualcuno aveva fatto dei commenti sul mio aspetto fisico

73    Un uomo mi aveva corteggiato

74    Il mio ragazzo e/o la mia famiglia mi avevano criticato

75    Avevo litigato con il mio ragazzo o con i miei genitori

76    ……………………………………

77    ……………………………………

78    ……………………………………

79    ……………………………………

80    ……………………………………

 

Il risultato del test non è sufficiente per una diagnosi, pertanto si rimanda ad una valutazione specialistica.

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TEST SULLA PERSONALE CAPACITA’ DI ASCOLTO

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Individuate i vostri comportamenti ricorrenti utilizzando la seguente scala:

0 = RARAMENTE         1=QUALCHE VOLTA         2 = SPESSO         3 = SEMPRE

 

  1. Continuo ad ascoltare anche quando quello che dicono non mi interessa
  2. Evito di trarre conclusioniaffrettate prima che l’altro abbia finito di parlare
  3. Se mi sfugge il significato di una parola, chiedo al mio interlocutore di specificare meglio.
  4. Cerco di non lasciarmi influenzare dall’aspetto del mio interlocutore.
  5. Quando mi parlanomi concentro su quello che mi dicono.
  6. Chiedo conferma ( feedback) di quanto ho capito.
  7. Presto attenzione a chi non mi è simpatico.
  8. Guardo negli occhi chi mi parla.
  9. Con le parole e i gesti incoraggio l’altro ad esprimersi liberamente.
  10. Presto attenzione al linguaggio non verbale del mio interlocutore.
  11. Penso che ci sia da imparare qualcosa da chiunque.
  12. Evito di suggerire frasi o parole al mio interlocutore.
  13. Evito di interromperlo.
  14. Gli comunico che sto ascoltando con lievi cenni del capo.
  15. Interrompo subito chi mi aggredisce verbalmente.
  16. Prendo appunti per non dimenticare ciò che mi dicono.
  17. Quando mi parlano, interrompo ciò che sto facendo in quel momento.
  18. Riesco a mantenere la concentrazione senza lasciarmi distrarre da suoni o rumori.
  19. Se non mi è possibile prestare attenzione al mio interlocutore, lo prego di ripassare in un momento più propizio.
  20. Quando ascolto l’altro avverto in me spontaneità nel farlo.
  21. Pongo domande percomprendere meglio quello che il mio interlocutore mi sta dicendo.
  22. Restare in silenzio quando comunico con qualcuno mi fa sentire agitato/ ansioso/ teso poiché sento l’impulso ad intervenire per replicare. (I)
  23. Cambioargomento quando parla il mio interlocutore. (I)
  24. Doconsiglinon richiesti quando l’altro sta parlando. (I)
  25. Quando l’altro sta esplicitando un suo problema,lo interrompo dicendogli che un problema simile c’è l’ho/l’ho avuto anch’io.(I)
  26. Mi impegno attivamente a cercare di comprendere gli altri facendogli domande senza aspettare che vengano da me.
  27. Riesco a controllare l’impulso a dare una spiegazione qualunque quando in realtà non ho al momento una risposta valida.

 

Totale:_____
La sommatoria dei singoli punteggi dei vari items dà il risultato finale del test.

Più è elevato il punteggio più si è bravi ascoltatori.

Nota: per gli items 22 – 23 – 24 – 25 la scala è rovesciata ( cioè 1 = 3; 2 resta = 2 e 3 = 1)

Punteggio minimo del test: 27

Punteggio massimo: 81

Punteggio mediano: 54

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