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PERCHE’ SI HA BISOGNO DELLA PSICOTERAPIA

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Questa poesia del poeta spagnolo Marwan esplicita bene quali sono quei disagi personali ed esistenziali che conducono al bisogno di effettuare una psicoterapia.

«Ho bisogno di psicoterapia perché ho cominciato a guardare solo fuori.

Ho bisogno di psicoterapia perché cadere otto volte nello stesso piccolo abisso
non può mai essere casualità bensì causalità.

Ho bisogno di psicoterapia perché il mondo è un abito
che ultimamente mi sta straordinariamente male,
perché il mondo è un abito e, chissà,
un divano forse è il camerino giusto.

Ho bisogno di psicoterapia perché cerco nel piacere
un modo per riempire tutti i vuoti che ho nell’anima
e voglio conoscere questi vuoti per riempirli
con parole di amor proprio, con carezze a me stesso.

Ho bisogno di psicoterapia perché la mia voglia di divorare il mondo
è finita quando ho sentito che il mondo si impegnava a divorare me
e qui non c’è retorica, qui c’è qualcuno che deve imparare
che vivere non è essere pranzo né commensale
e non si può sperare che sia il mondo a impararlo.

Ho bisogno di psicoterapia perché vedo cose
e non è bello vedere in te quello
che tanto ti infastidisce vedere negli altri,
perché a volte sento che nessuno fa parte di me.

Ho bisogno di psicoterapia perché sono un uomo normale
che lavora più del normale, per brillare più del normale,
com’è normale in questo sistema e mi sto rendendo conto
che il normale non ha niente a che vedere con il naturale.

Ho bisogno di psicoterapia perché gli anni mi hanno reso odiosamente responsabile
e crescere non deve consistere solo nel viaggiare verso il paese delle responsabilità.
Deve consistere anche nel vivere in pace con le tue ferite,
in pace con il tuo passato, in pace con le persone.

Ho bisogno di psicoterapia perché pensavo di aver già cancellato tutto
ma la vita ti consegna i problemi pezzo a pezzo
e ha sempre un altro regalo pronto per essere aperto,
per farti crescere ancora un po’.

Ho bisogno di psicoterapia perché ultimamente non ho saputo aprire questi regali.

Per tutte queste ragioni so di aver bisogno di psicoterapia
e sono già al lavoro, in cerca di uno psicologo.»

http://marwanblog.blogspot.it/2013/12/psicoterapia.html

tratta dal libro di Marwan – Tutti i miei futuri sono con te edito da Giunti

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

 

LA PSICOTERAPIA

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Per illustrare che cos’è la psicoterapia ci riferiamo a  Socrate che lo illustra nel dialogo di Platone, Alcibiade primo, in questi termini:


«SOCRATE. […] ci siamo trovati d’accordo che dobbiamo prenderci cura della psiche, e rivolgere ad essa la nostra attenzione. ALCIBIADE. È chiaro. SOCR. E che va lasciata agli altri la sollecitudine per il corpo ed il denaro. ALC. Certo. SOCR. In qual modo potremmo conoscere il più chiaramente possibile la nostra psiche? Giacché, con questa conoscenza, potremo evidentemente conoscere noi stessi. Per gli dèi! Comprendiamo bene quel giusto consiglio dell’iscrizione delfica {conosci te stesso] ricordata ora? ALC. Con quale intenzione lo dici, o Socrate? SOCR. Ti dirò cosa sospetto che questa iscrizione ci voglia realmente consigliare. Perché si dà il caso che ad intenderla non vi siano molti esempi di confronto, tranne quello solo della vista. ALC. Cosa vuoi dire con questo? SOCR. Rifletti anche tu. Se l’iscrizione consigliasse l’occhio, come consiglia l’uomo, dicendo: “guarda te stesso”, in che modo e cosa penseremmo che voglia consigliare? Non forse a guardare verso qualcosa guardando la quale l’occhio fosse in grado di vedere se stesso? ALC. Certo. SOCR. Ecco: indaghiamo quale oggetto c’è che a guardarlo possiamo vedere lui e noi stessi. ALC. È chiaro, Socrate, gli specchi e oggetti simili. SOCR. Esatto. Non c’è forse anche nell’occhio, con il quale vediamo, qualcosa dello stesso genere? ALC. Certo. SOCR. Hai osservato poi che a guardare qualcuno negli occhi si scorge il volto nell’occhio di chi sta di faccia, come in uno specchio, che noi chiamiamo pupilla, perché è quasi un’immagine di colui che la guarda. ALC. È vero. SOCR. Dunque se un occhio guarda un altro occhio e fissa la parte migliore dell’occhio con la quale anche vede, vedrà se stesso. ALC. Evidentemente. SOCR. Ma se l’occhio guarda un’altra parte del corpo umano o degli oggetti, ad eccezione di quella che ha simile natura, non vedrà se stesso. ALC. È vero. SOCR. Se allora un occhio vuol vedere se stesso, bisogna che fissi un occhio, e quella parte di questo in cui si trova la sua virtù visiva; e non è questa la vista? ALC. Sì. SOCR. Ora, caro Alcibiade, anche la psiche, se vuole conoscere se stessa, dovrà fissare una psiche […]» (Platone, Alcibiade primo, XXVII 132c – XXVIII 133b).


Il concetto di cos’è la psicoterapia è in questo passaggio: “SOCR. Ora, caro Alcibiade, anche la psiche, se vuole conoscere se stessa, dovrà fissare una psiche […]”

La psicoterapia è la cura dei disturbi psichici mediante appropriati procedimenti di rappresentazione ed azione, generalmente utilizzando lo strumento verbale ed in situazioni di relazione interpersonale. Suo scopo è quello di indurre, attraberso l’uso esclusivo o prevalente di mezzi psicologici, cambiamenti in meglio nei “vissuti” e nei comportamenti del paziente sofferente dei vari disturbi psichici con eziologia e patogenesi d’ordine psicologico.

Circa la finalità del “provocare un miglioramento” si possono avere due diversi livelli. Si può cercare di ottenere una modifica di particolari settori del comportamento, in modo tale da eliminare il singolo sintomo e conseguentemente il senso di disagio associato. O si può andare più in “profonndità” e proporsi come scopo una rsitrutturazione globale della persona, la quale, modificata internamente, si modifica anche nei suoi rapporti con l’esterno, sia nel senso di correggere illusioni o deformazioni che ha della realtà esterna, sia nel senso di adattare la realtà esterna alla propria persona.

Varie sono le forme di psicoterapia e variano in base a diversi fattori che possono essere: modalità del rapporto interpersonale, tipo di comunicazione, ruolo del terapista, oggetto della terapia, individuali o di gruppo. E adesso passeremo ad una disamina delle principali forme di psicoterapia, che possono essere sia individuali che di gruppo, in base ai vari fattori elencati, rimandando per approfondimenti alle singole pagine.

LA TERAPIA PSICANALITICA

E’ la prima forma di psicoterapia che è nata per opera di S.Freud (rimandiamo all’apposita pagina su di lui). Scopo di questa terapia come diceva lo stesso Freud “è rendere conscio l’inconscio”, ed è appunto l’indagare le motivazioni inconscie delle’esperienze e dei comportamenti attraverso l’uso delle libere associazioni verbali, dell’interpretazioni dei sogni e delle fantasie, l’analisi delle “resistenze” e dei “transfert”..

LA TERAPIA FAMILIARE (o sistemico-relazionale)

In questa forma di psicoterapia viene trattato l’intero sistema relazionale familiare del paziente perchè la causa del suo malessere è da ricercare nell’intera famiglia che è a sua volta disturbata o disfunzionale. In questo caso il paziente è portatore di un sintomo che è un “sintomo della famiglia” ed il lavoro del terapeuta è orientato a ridefinire l’intero sistema familiare e le sue realazioni. Le sedute sono prevalentemente di gruppo.

LA TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

Questa forma di psicoterapia si occupa solo del comportamento manifersto e ha il fine di eliminare il sintomo. Tale forma di psicoterapia si serve della conoscenza e della utilizzazione di specifici processi psichici dette “leggi dell’apprendimento” e non è esente dagli effetti del contatto profondo che si stabilisce fra paziente e terapista.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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LE IDEE IRRAZIONALI SECONDO ELLIS

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Albert Ellis è stato uno degli psicologi fondatori del cognitivismo. Iniziò a sviluppare la sua terapia nel 1962 e la chiamò “Terapia razionale emotiva”. Ellis credeva che buona parte dei problemi di natura psicologica dipendesse dalle idee irrazionali. 

Carta delle idee irrazionali di base di Ellis
1) io devo sempre essere amato, approvato, stimato da tutte le persone per me significative.
2) devo mostrarmi sempre competente ed adeguato in tutto ciò che faccio.
3) le cose devono andare in modo che io possa ottenere tutto quello che voglio subito e senza fatica, altrimenti il mondo è uno schifo e la vita non è degna di essere vissuta.
4) gli altri devono trattare tutti in modo corretto, e se si comportano in modo ingiusto o immorale, allora sono delle carogne e meritano di essere severamente puniti. Devono scontarla in un modo o on un altro.
5) Se temo che possa accadere qualcosa di pericoloso o dannoso, allora devo pensarci continuamente, ed è giusto che sia agitato e sconvolto al pensiero delle eventuali conseguenze per poterle controllare meglio.
6) Devo trovare soluzioni perfette ai miei problemi o a quelli altrui, altrimenti chissà cosa può succedere.
7) La causa delle mie emozioni e dei miei sentimenti è sempre esterna, per cui posso fare ben poco per controllarli, per superare la depressione, l’ansia, il rancore …
8) Il mio passato è la vera causa dei miei attuali problemi: se qualcosa nel passato ha influito pesantemente sulla mia vita, questo ormai condiziona irrimediabilmente tutti i miei sentimenti e comportamenti attuali.
9) Ho bisogno di starmene tranquillo, senza responsabilità, sforzi, disciplina o autocontrollo.
10) Devo sempre essere perfettamente a mio agio e senza sofferenze di nessun genere.
11) Potrei impazzire e questo sarebbe davvero terribile!
12) Mi considero debole, incapace, inadeguato, quindi ho bisogno di dipendere dagli altri e da qualcuno in particolare.

Queste idee irrazionali di base contengono tre nozioni fondamentali a cui ogni individuo fa appello dinanzi a se stesso, gli altri ed il mondo:

  1. Devo agire bene e devo ottenere l’approvazione per il mio modo di agire.
  2. Tutte le persone devono agire in modo gentile, rispettoso e giusto con me; se non lo fanno, sono spregevoli e cattive e devono essere puniti.
  3. Le condizioni vitali devono essere positive e facili affinché tutto possa andare esattamente come voglio senza troppo sforzo e fatica.

Dottor Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it