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TRAINING INDIVIDUALE “IMPARARE A DIRE NO PER DIRE SI”

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NO é NO
e c’ é solo un modo di dirlo.
No.
Senza stupori, ne indugi,ne punti sospensivi.
No, si dice solo in un modo.
È corto, veloce, monocorde,sobrio, conciso,
No.
Si dice una sola volta No.
Con la medesima intonazione, No.
Il No che ha bisogno di una lunga camminata
o di una riflessione nel giardino, non è un No.
No, ha la brevitá di un secondo.
È un no per l’ altro, perchè lo è giá stato per noi stessi.
No è No, qui, e molto lontano da qui.
Il No é la fine di un libro, senza più capitoli nè secondi parti.
Il No non si dice via lettera
non si dice con i silenzi,
a bassa voce
o urlando o con la testa china o guardando da un ‘ altra parte, o con dei simboli ribaltati,
nemmeno con pena, e men che meno con soddisfazione.
No é No perché é No.
Quando il No é No si stacca naturalmente dalle labbra.
La voce del No non è tremula,
ne vacillante, ne aggressiva,
non si lascia dietro dei dubbi.
Quel No è una negazione del passato,
é una correzione del futuro.
È solo chi sa dire No un giorno imparerá a dire Sì.
Hugo Finkelstein

Tutti possiamo avere difficoltà a dire NO quando vorremmo dirlo e conseguentemente si trasforma in un SI forzato o quanto meno in un NI. Ma se questa difficoltà diviene sempre più presente e/o lo è sempre stata forse è arrivato il momento di “Imparare a dire NO per imparare a dire SI”

Per poter “imparare” è necessario capire innanzitutto le possibili cause che si nascondono dietro questa difficoltà quali:

  • Timidezza,
  • Desiderio di compiacere a tutti i costi,
  • Passività,
  • Modello educativo
  • Timore della reazione dell’altro,
  • Desiderio di essere accettato
  • Modello comunicativo e relazionale di tipo passivo

e tanti altri ancora.

Anche l’estremo opposto di dire spesso e/o sempre NO rivela difficoltà individuali, nella comunicazione e nella relazione rivelando, frequentemente, uno stile aggressivo, egoista, e/o poco empatico. Paradossalmente anche in questo caso diventa necessario “Imparare a dire NO per imparare a dire SI” al fine di migliorare comunicazione e relazione coll’altro.

Utile diventa quindi effettuare un TRAINING INDIVIDUALE SUL “IMPARARE A DIRE NO PER IMPARARE A DIRE SI”  per individuare prima le CAUSE individuali, poi delineare le INDICAZIONI TERAPEUTICHE individuali per il loro superamento ed infine METTERLE IN ATTO individualmente attraverso un costante ALLENAMENTO.

Tale TRAINING INDIVIDUALE si sviluppa in tre sedute individuali di un’ora ognuna da effettuare col Dottor Roberto Cavaliere negli studi di Milano, Roma, Napoli o Vietri sul Mare (Costiera Amalfitana) o anche telefonicamente o via Skype per chi ha difficolta a venire in studio

SEDUTA: Approfondire possibili CAUSE attraverso una breve storia personale delle dinamiche affetive, relazionali e comunicative passate

SEDUTA: delineare le INDICAZIONI TERAPEUTICHE per sviluppare il training alla luce delle cause individuate nella precedente seduta

SEDUTA: predisporre ALLENAMENTO con esercizi da fare in seduta alla luce delle inidcazioni emerse nella seduta precedente

Costo totale delle 3 sedute euro 200 (detraibile fiscalmente)

Possibilità di follow-up successivo per seguire andamento ed eventuale criticità che emergono dall’attuazione dell’allenamento e/o training

PER INFO E CONTATTI : tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

Dott. Roberto Cavaliere (clicca sul nome per curriculum professionale) 

 Psicologo, Psicoterapeuta  Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

IMPARARE A DIRE “NO” PER IMPARARE A DIRE “SI”

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NO é NO
e c’ é solo un modo di dirlo.
No.
Senza stupori, ne indugi,ne punti sospensivi.
No, si dice solo in un modo.
È corto, veloce, monocorde,sobrio, conciso,
No.
Si dice una sola volta No.
Con la medesima intonazione, No.
Il No che ha bisogno di una lunga camminata
o di una riflessione nel giardino, non è un No.
No, ha la brevitá di un secondo.
È un no per l’ altro, perchè lo è giá stato per noi stessi.
No è No, qui, e molto lontano da qui.
Il No é la fine di un libro, senza più capitoli nè secondi parti.
Il No non si dice via lettera
non si dice con i silenzi,
a bassa voce
o urlando o con la testa china o guardando da un ‘ altra parte, o con dei simboli ribaltati,
nemmeno con pena, e men che meno con soddisfazione.
No é No perché é No.
Quando il No é No si stacca naturalmente dalle labbra.
La voce del No non è tremula,
ne vacillante, ne aggressiva,
non si lascia dietro dei dubbi.
Quel No è una negazione del passato,
é una correzione del futuro.
È solo chi sa dire No un giorno imparerá a dire Sì.
Hugo Finkelstein

Tutti possiamo avere difficoltà a dire NO quando vorremmo dirlo e conseguentemente si trasforma in un SI forzato o quanto meno in un NI. Ma se questa difficoltà diviene sempre più presente e/o lo è sempre stata forse è arrivato il momento di “Imparare a dire NO per imparare a dire SI”

Per poter “imparare” è necessario capire innanzitutto le possibili cause che si nascondono dietro questa difficoltà quali:

  • Timidezza,
  • Desiderio di compiacere a tutti i costi,
  • Passività,
  • Modello educativo
  • Timore della reazione dell’altro,
  • Desiderio di essere accettato
  • Modello comunicativo e relazionale di tipo passivo

e tanti altri ancora.

Anche l’estremo opposto di dire spesso e/o sempre NO rivela difficoltà individuali, nella comunicazione e nella relazione rivelando, frequentemente, uno stile aggressivo, egoista, e/o poco empatico. Paradossalmente anche in questo caso diventa necessario “Imparare a dire NO per imparare a dire SI” al fine di migliorare comunicazione e relazione coll’altro.

Utile diventa quindi effettuare un TRAINING INDIVIDUALE SUL “IMPARARE A DIRE NO PER IMPARARE A DIRE SI” (vedi il seguente link) per individuare prima le CAUSE individuali, poi delineare le INDICAZIONI TERAPEUTICHE individuali per il loro superamento ed infine METTERLE IN ATTO individualmente attraverso un costante ALLENAMENTO.

PER INFO E CONTATTI : tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

Dott. Roberto Cavaliere (clicca sul nome per curriculum professionale) 

 Psicologo, Psicoterapeuta  Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

 

PSICOTERAPIA IN COSTIERA AMALFITANA

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LA COSTIERA ALMAFITANA E’ UNA TERRAZZA SULL’INFINITO

Quale miglior location per una psicoterapia  se non la Costiera Amalfitana ? Potrebbe essere un setting terapeutico addizionale che potrebbe favorire la risoluzione delle proprie problematiche e/o dei propri disagi, oltre all’indispensabile terapia.

Nel Centro-Studio del Dottor Roberto Cavaliere, sito a Vietri sul Mare, è possibile effettuare un breve percorso mirato di  psicoterapia individuale. Vietri sul Mare è il primo comune della Costiera Amalfitana, a soli 3 km da Salerno (dove arriva anche l’alta velocità) ed a 50 km dall’aeroporto di Napoli, oltre ad avere un casello autostradale. Quindi facilmente raggiungibile in tutti i modi.

Il percorso individuale può essere anche effettuato per migliorare il proprio benessere psicologico individuale e non solo per problematiche e disagi.

Si può scegliere tra due moduli di psicoterapia individuale.

MODULO TERAPEUTICO DI 3 GIORNI (8 sessioni individuali da 45 minuti ognuna)

1° GIORNO :

  • Una Sessione iniziale dove si esporrà la problematica.
  • Una  Sessione incentrata sulla storia familiare.
  • Una Sessione incentrata sulle problematiche e/o disagi passati.

Al termine della sessione del primo giorno verrà proposta una passeggiata da effettuare individualmente in un bellissino scenario paesaggisitico, utile a stemperare tensioni interne.

2° GIORNO

  • Una sessione sulla somministrazione e discussione di un test psicologico scelto dal terapeuta sulla base di quanto emerso nelle sessioni del primo giorno.
  • Una sessione sulla somministrazione e discussione di un test sull’individuazione delle dinamiche psicologiche individuali.

Al termine della sessione del secondo giorno verrà proposta un’altra passeggiata da effettuare individualmente in un bellissino scenario paesaggisitico, utile sempre a stemperare tensioni interne.

3° GIORNO

  • Una sessione sulle criticità psicologiche individuali emerse dalla storia personale e familiare, oltre che dai test.
  • Una sessione sulle possibili strategie da mettere in atto per il superamento delle criticità psicologiche individuali emerse nelle sessioni precedenti
  • Una Sessione finale  che riassumerà il lavoro terapeutico effettuato con indicazioni sul come proseguire in futuro e nella quotidianeità

Costo totale euro 400

Ci sarà sempre la possibilità, li dove richiesto, di un successivo follow-up o di ulteriori sedute  da effettuare o sempre a Vietri sul Mare o negli Studi di Milano, Roma e Napoli o tramite Skype o videochiamate

MODULO TERAPEUTICO DI UN SOLO GIORNO/MAX DUE (4 sessioni  di 45 minuti ognuna)

  • Una Sessione iniziale dove si esporrà la problematica.
  • Una  Sessione incentrata sulla storia familiare  e sulla storia psicologica individuale.
  • Una sessione sulle criticità e problematiche individuali emerse dalla storia familiare e personale.
  • Una sessione sulle possibili strategie da mettere in atto per il superamento delle criticità e problematiche individuali  emerse nelle sessioni precedenti

Al termine delle 4 sessioni  verrà proposta una passeggiata da effettuare individualmente in un bellissino scenario paesaggisitico, utile a stemperare tensioni interne.

In questo secondo modulo le sessioni totali sono 4 per un costo totale di 240 euro

Anche in questo caso ci sarà sempre la possibilità, li dove richiesto e/o necessario, di un successivo follow-up o di ulteriori sedute  da effettuare o sempre a Vietri sul Mare o negli Studi di Milano, Roma e Napoli o tramite Skype o videochiamate

In entrambi i moduli, si verrà omaggiati di un oggetto in pregevole ceramica vietrese.

E’ sempre possibile concordare modalità diverse come tempi e sedute della propria terapia. Si può effettuare la terapia anche durante la settimana e le festività,  previo accordo.

Possibilià di alloggiare in casa-vacanze (bilocale) convenzionata a 150 euro per due notti e tre giorni o in altre strutture a proprio piacimento.

Possibilità di effettuare anche TERAPIA INDIVIDUALE SUL MALdAMORE IN COSTIERA AMALFITANA(clicca qui)

Possibilità di TERAPIA DI COPPIA IN COSTIERA AMALFITANA (clicca qui)

PER INFO E CONTATTI : tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

Dott. Roberto Cavaliere (clicca sul nome per curriculum professionale) 

 Psicologo, Psicoterapeuta  Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

Centro-Studio a Vietri sul Mare

 

PANORAMICA DI VIETRI SUL MARE

L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI

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“Nei sogni la vita di tutti i giorni, con le sue fatiche ed i suoi piaceri, con le sue gioie ed i suoi dolori, non si ripete mai; al contrario, i sogni hanno lo scopo di liberarcene. Anche quando tutta la nostra mente è presa da qualcosa, quando siamo abbattuti da qualche profondo dispiacere, o quando tutto il nostro potenziale intellettivo è assorbito da qualche problema, il sogno non farà altro che entrare nella tonalità del nostro umore e rappresentare la realtà in simboli.”

“I sogni ci rammentano continuamente cose a cui abbiamo cessato di pensare e che da lungo tempo hanno perso importanza per noi.”
SIGMUND FREUD
video tratto dal film IO TI SALVERO’ di Hitchckok

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

PER ALLEVIARE IL DOLORE DIVENTA UN LAGO

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Un giorno un ragazzo molto infelice si recò da un saggio maestro e gli raccontò della sua triste vita, chiedendo una soluzione. Il maestro lo ascoltò a lungo senza interromperlo, poi disse al ragazzo di mettere un pugno di sale in un bicchiere e di berlo.

“Che sapore ha?” chiese il maestro.

“Terribile.” esclamò il ragazzo.

Il maestro sorrise e chiese al ragazzo di prendere un’altra manciata di sale e di gettarla nel lago. I due camminarono in silenzio fino al lago poco lontano e quando il giovane gettò la manciata di sale nel lago il maestro disse:

“Adesso bevi l’acqua.”

E come il giovane bevve, il maestro chiese:

“Che sapore ha?”

“E’ buonissima.” esclamò il ragazzo.

“Riesci a sentire il sale?” chiese il maestro.

“No, per niente.” rispose il giovane.

Il maestro si sedette a fianco del giovane infelice, prese le sue mani e disse:

“Il dolore della nostra vita è come un pugno di sale; niente di più, niente di meno. La quantità di dolore nella nostra vita rimane sempre la stessa. Ma il sapore del nostro dolore dipende dal contenitore in cui lo poniamo. Quindi quando soffriamo, l’unica cosa che possiamo fare è di ampliare la nostra percezione delle cose. Smetti di essere un bicchiere, diventa un lago.”
Autore Sconosciuto

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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RIFLESSIONI TERAPEUTICHE DI JUNG

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Di seguito una serie di brevi riflessioni, tratte dagli scritti di Carl Gustav Jung, utili ad approfondire la nostra conoscenza della psiche umana.

1) “Non aggrapparti a qualcuno che se ne va, altrimenti non sarà possibile incontrare chi sta per arrivare”.

2) “Tutto ciò che ci infastidisce negli altri può portare ad una maggiore comprensione di noi stessi”.

3) “L’incontro tra due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche: se c’è qualche reazione, entrambe si trasformano”.

4) “Lodare e predicare la luce non serve a nulla, se non c’è nessuno che possa vederla. Sarebbe invece necessario insegnare all’uomo l’arte di vedere”.

libro rosso

5) “Conoscere le nostre paure è il metodo migliore per occuparci delle paure degli altri”.

6) “Se sei una persona di talento, questo non significa che hai vinto qualcosa. Significa che hai qualcosa da offrire”.

7) “Gli errori sono, dopotutto, il fondamento della verità. Se un uomo non sa cosa sia un determinato oggetto, sarà pronto ad aumentare la propria conoscenza”.

8) “La vostra visione diventerà chiara solo quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda all’esterno, sogna. Chi guarda all’interno, apre gli occhi”.

libro rosso 3

9) “La gente farebbe qualsiasi cosa, non importa quanto sia assurda, per evitare di guardare la propria anima”.

10) “La solitudine non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno ma dall’incapacità di comunicare le cose che ci sembrano importanti o dal dare valore a certi pensieri che gli altri giudicano inammissibili”.

11) “La depressione è una signora vestita di nero che bisogna far sedere alla propria tavola ed ascoltare”.

12) “Un uomo che non è passato attraverso l’inferno delle proprie passioni, non potrà mai superarle”.

libro rosso4

13) “La vostra percezione sarà chiara solo quando potrete guardare dentro la vostra anima”.

14) “Il pendolo della mente oscilla tra senso e non senso, non tra giusto e sbagliato”.

15) “Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario. Ma la solitudine non è necessariamente nemica dell’amicizia, perché nessuno è più sensibile alle relazioni che il solitario e l’amicizia fiorisce soltanto quando un individuo è memore della propria individualità e non si identifica più negli altri”.

libro rosso2

16) “Un sogno è una porta nascosta nel santuario più profondo e più intimo dell’anima”.

17) “Pensiamo di conoscere totalmente noi stessi. Tuttavia, un amico può facilmente rivelarci qualcosa su di noi di cui non abbiamo assolutamente idea”. (Carl Gustav Jung)

18) “Non sono quello che mi è successo, sono quello che ho scelto di essere”.

19) “È un peccato che noi teniamo conto delle lezioni della vita soltanto quando non ci servono più a niente”.

20) “Pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi”.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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OGNUNO E’ RESPONSABILE DELLA SUA VITA

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Mia madre aveva un sacco di problemi. Non dormiva, si sentiva esausta, era irritabile, scontrosa e acida. Sempre malata, finché un giorno, all’improvviso, lei cambiò.

La situazione era uguale, ma lei era diversa.

Un giorno, mio padre le disse:
– tesoro, sono tre mesi che cerco lavoro e non ho trovato niente, vado a prendermi un po’ di birre con gli amici.
Mia madre gli rispose:
– va bene.

Mio fratello le disse:
– mamma, vado male in tutte le materie dell’università…
Mia madre gli rispose:
– ok, ti riprenderai, e se non lo fai, allora ripeterai il semestre, ma tu pagherai le tasse.

Mia sorella le disse:
– mamma, ho urtato la macchina.
Mia madre le rispose:
– va bene figlia, portala in officina, cerca come pagare e mentre la riparano, muoviti in autobus o in metropolitana.

Sua nuora le disse:
– suocera, verrò a stare qualche mese con voi.
Mia madre le rispose:
– va bene, siediti sul divano e cerca delle coperte nell’armadio.

Tutti a casa di mia madre ci siamo riuniti, preoccupati di vedere queste reazioni. Sospettavamo che fosse andata dal dottore e che le prescrivesse delle pillole di ” me ne frega un cavolo” da 1000 mg… Probabilmente sarebbe andata in overdose.

Abbiamo proposto di aiutare mia madre per allontanarla da ogni possibile dipendenza da qualche farmaco anti-Ira.
Ma la sorpresa è stata quando ci siamo riuniti tutti intorno e mia madre ci ha spiegato:

” mi ci è voluto molto tempo per capire che ognuno è responsabile della sua vita, mi ci sono voluti anni per scoprire che la mia angoscia, la mia mortificazione, la mia depressione, il mio coraggio, la mia insonnia e il mio stress, non risolvevano i suoi problemi.
Io non sono responsabile delle azioni altrui, ma sono responsabile delle reazioni che ho espresso.
Sono quindi giunta alla conclusione che il mio dovere per me stessa è mantenere la calma e lasciare che ognuno risolva ciò che gli spetta.

Ho seguito corsi di yoga, di meditazione, di miracoli, di sviluppo umano, di igiene mentale, di vibrazione e di programmazione neurolinguistica, e in tutti loro, ho trovato un comune denominatore: alla fine tutti conducono allo stesso punto.

E io posso solo avere un’interferenza su me stessa, voi avete tutte le risorse necessarie per risolvere le vostre vite. Io posso darvi il mio consiglio solo se me lo chiedete e voi potete seguirlo o no.

Quindi, da oggi in poi, io smetto di essere: il ricettacolo delle sue responsabilità, il sacco delle sue colpe, la lavandaia dei suoi rimpianti, l’avvocato dei suoi errori, il muro dei suoi lamenti, la depositaria dei suoi doveri, chi Risolve i vostri problemi o il vostro cerchio di ricambio per soddisfare le vostre responsabilità.
D’ ora in poi vi dichiaro tutti adulti indipendenti e autosufficienti.

Da quel giorno la famiglia ha iniziato a funzionare meglio, perché tutti in casa sanno esattamente cosa spetta a loro fare.

Autore:
Una donna felice!!!

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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LA METAFORA DELLA CARROZZA

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Il filosofo Gurdjieff paragona l’essere umano ad un veicolo destinato al trasporto di un passeggero e composto da carrozza, cavallo e cocchiere.
La carrozza è il corpo fisico, i cavalli le emozioni, il cocchiere la mente, e infine il passeggero la coscienza l’anima o l’io superiore.
Naturalmente i cavalli, così come le emozioni, vanno controllate, altrimenti la carrozza verrà trascinata a caso senza alcuna meta. Per fare questo esiste il Cocchiere, che rappresenta la nostra mente razionale, e guida i cavalli lungo la retta via. Ma nemmeno il cocchiere, seppure molto bravo a condurre la carrozza, sa esattamente dove andare.
Chi conosce la meta? L’unico a sapere veramente dove andare è il Passeggero della carrozza, che rappresenta il nostro Vero Sè, ed è l’unico che può indicare la strada.
La metafora si sposa perfettamente con la realtà, basti pensare a come i vari elementi sono collegati: i cavalli sono legati alla carrozza tramite delle staffe rigide, che quindi rendono la carrozza (il nostro corpo) estremamente sensibile al movimento dei cavalli (le emozioni).
Il cocchiere (la mente) comanda i cavalli con le redini, che non sono rigide, quindi il controllo delle emozioni non è sempre così ferreo ed efficace. Ci vuole molta dimestichezza e concentrazione per tenere a bada i cavalli.
Il grande problema è che il cocchiere riceve gli ordini dal passeggero solo attraverso la voce, che è un collegamento molto labile e soggetto ad interferenze. E’ esattamente quello che succede: di solito la nostra mente agisce da sola senza ascoltare il proprio Vero Sè (la voce del cuore), confusa dal rumore di fondo rappresentato nella metafora dal frastuono causato dalle ruote e dagli zoccoli sul terreno, e nella realtà dai pensieri compulsivi e incontrollati che affollano continuamente la nostra mente.
Siamo come una carrozza senza il Passeggero, lasciata a se stessa, in balia delle emozioni e di una mente incapace di controllarla, frastornata com’è dal rumore continuo dei pensieri compulsivi.

George Ivanovic Gurdjieff paragona la condizione dell’uomo a quella del sonno: “La condizione fondamentale dell’uomo è il sonno; l’uomo è addormentato, la sua coscienza è ipnotizzata, confusa; egli non sa chi è, non sa perché agisce, è una specie di macchina, un automa, cui tutto “succede”; non ha il minimo controllo sui propri pensieri, sulle proprie emozioni, sulla propria immaginazione, sulla propria attenzione; crede di amare, di desiderare, di odiare, di volere, ma non conosce mai le vere motivazioni di questi impulsi che compaiono e scompaiono come meteore; dice “io sono”, “io faccio”, “io voglio”, credendo di avere davvero un ego unitario, mentre è frammentario in una moltitudine di centri che di volta in volta lo dominano; si illude di avere coscienza di sé, ma non può svegliarsi da sé, può soltanto sognare di svegliarsi; pensa di poter governare la propria vita, ma è una marionetta diretta da forze che ignora; trascorre l’intera esistenza nel sonno e muore nel sonno; passa tutto il tempo in un mondo soggettivo cui non può sfuggire; non è in grado di distinguere il reale dall’immaginario; spreca le proprie energie a inseguire cose superflue; e solo qualche volta si rende conto che non è soddisfatto, che la vita gli sfugge, che sta sciupando l’occasione che gli è stata offerta.”

Dott. Roberto Cavaliere

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LA VITA DI UN TERAPEUTA

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Riporto questo significativo brano sulla vita di un terapeuta tratto dal libro “Il dono della terapia” di Y. D. Yalom edito da Neri Pozza Editore
(in foto Salone-Studio del dottor Cavaliere)

“La vita di un terapeuta è una vita di servizio in cui ogni giorno trascendiamo i nostri desideri personali e volgiamo lo sguardo alle necessità e alla crescita dell’altro. Traiamo non solo piacere dalla crescita del nostro paziente, ma anche dall’effetto domino o reazione a catena – l’influenza salutare che i nostri pazienti hanno su coloro con cui vengono a contatto nella vita.
Questo è un privilegio straordinario.
È anche una soddisfazione straordinaria.
Noi siamo depositari di segreti. Ogni giorno i pazienti ci offrono i loro, spesso mai condivisi prima. Ricevere tali segreti è un privilegio garantito a pochi. I segreti forniscono una visione dietro le quinte della condivisione umana senza fronzoli sociali, giochi di ruolo, vanterie o recitazioni. Qualche volta i segreti mi colpiscono così profondamente che vado a casa, abbraccio mia moglie ed enumero le mie fortune. Altri segreti mi pulsano dentro e fanno sorgere i miei propri ricordi e impulsi di fuga, dimenticati da tempo. Altri ancora mi rendono triste, come quando sono testimone di come una vita intera possa consumarsi nella vergogna e nell’incapacità di perdonarsi.”

“La terapia non dovrebbe essere guidata dalla teoria, ma dalla relazione.”

“Guardate dal finestrino dell’altro. Cercate di vedere il mondo  come lo vede il vostro paziente.” 

“Una accresciuta sensibilità per i problemi esistenziali influenza profondamente la natura della relazione tra il terapeuta e il paziente.”

Dott. Roberto Cavaliere

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PERCHE’ SI HA BISOGNO DELLA PSICOTERAPIA

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Questa poesia del poeta spagnolo Marwan esplicita bene quali sono quei disagi personali ed esistenziali che conducono al bisogno di effettuare una psicoterapia.

«Ho bisogno di psicoterapia perché ho cominciato a guardare solo fuori.

Ho bisogno di psicoterapia perché cadere otto volte nello stesso piccolo abisso
non può mai essere casualità bensì causalità.

Ho bisogno di psicoterapia perché il mondo è un abito
che ultimamente mi sta straordinariamente male,
perché il mondo è un abito e, chissà,
un divano forse è il camerino giusto.

Ho bisogno di psicoterapia perché cerco nel piacere
un modo per riempire tutti i vuoti che ho nell’anima
e voglio conoscere questi vuoti per riempirli
con parole di amor proprio, con carezze a me stesso.

Ho bisogno di psicoterapia perché la mia voglia di divorare il mondo
è finita quando ho sentito che il mondo si impegnava a divorare me
e qui non c’è retorica, qui c’è qualcuno che deve imparare
che vivere non è essere pranzo né commensale
e non si può sperare che sia il mondo a impararlo.

Ho bisogno di psicoterapia perché vedo cose
e non è bello vedere in te quello
che tanto ti infastidisce vedere negli altri,
perché a volte sento che nessuno fa parte di me.

Ho bisogno di psicoterapia perché sono un uomo normale
che lavora più del normale, per brillare più del normale,
com’è normale in questo sistema e mi sto rendendo conto
che il normale non ha niente a che vedere con il naturale.

Ho bisogno di psicoterapia perché gli anni mi hanno reso odiosamente responsabile
e crescere non deve consistere solo nel viaggiare verso il paese delle responsabilità.
Deve consistere anche nel vivere in pace con le tue ferite,
in pace con il tuo passato, in pace con le persone.

Ho bisogno di psicoterapia perché pensavo di aver già cancellato tutto
ma la vita ti consegna i problemi pezzo a pezzo
e ha sempre un altro regalo pronto per essere aperto,
per farti crescere ancora un po’.

Ho bisogno di psicoterapia perché ultimamente non ho saputo aprire questi regali.

Per tutte queste ragioni so di aver bisogno di psicoterapia
e sono già al lavoro, in cerca di uno psicologo.»

http://marwanblog.blogspot.it/2013/12/psicoterapia.html

tratta dal libro di Marwan – Tutti i miei futuri sono con te edito da Giunti

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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