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LA SINDROME DI TIRESIA: L’ORACOLO INTERIORE

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Tiresia è una figura della mitologia greca, celebre indovino, ed i miti su di lui sono molti.

Uno dei più diffusi racconta che, passeggiando sul monte Cillene, vide due serpenti che copulavano, ne uccise la femmina perché quella scena lo infastidì. Nello stesso momento Tiresia fu tramutato da uomo a donna. Visse in questa condizione per sette anni provando tutti i piaceri che una donna potesse provare. Passato questo periodo venne a trovarsi di fronte alla stessa scena dei serpenti. Questa volta uccise il serpente maschio e nello stesso istante ritornò uomo.
Un giorno Zeus ed Era si trovarono divisi da una controversia: chi potesse provare in amore più piacere: l’uomo o la donna. Non riuscendo a giungere a una conclusione, poiché Zeus sosteneva che fosse la donna mentre Era sosteneva che fosse l’uomo, decisero di chiamare in causa Tiresia, considerato l’unico che avrebbe potuto risolvere la disputa essendo stato sia uomo sia donna. Interpellato dagli dei, rispose che il piacere sessuale si compone di dieci parti: l’uomo ne prova solo una e la donna nove, quindi una donna prova un piacere nove volte più grande di quello di un uomo. La dea Era, infuriata perché l’indovino aveva svelato un tale segreto, lo fece diventare cieco, ma Zeus, per ricompensarlo del danno subito, gli diede la facoltà di prevedere il futuro.

Chi è affetto da Sindrome di Tiresia, come il celebre indovino, “vede” ciò che accadrà nel futuro , ma è “cieco” a ciò che accade nel presente. E’ come se avesse un “oracolo interiore” a cui presta ascolto.

Questo oracolo interiore diventa una sorte di “profezia che si autoavvera” dove la persona si autoconvince di un esito futuro della sua vita e tenderà ad interpretare ed a muoversi, più o meno inconsapevolmente, in tal senso. In questo modo sarà “cieco” a tutto quello che nel presente non va in direzione della previsione futura.

Solitamente le profezie future, che le persone effettuano, sono negative e pessimistiche (come quelle di Tiresia) e diventano quindi limitanti per esiti positivi.

Ad esempio una persona che è convinta che lo attende, in futuro, un tracollo economico o professionale, non vedrà i segnali presenti che sconfermano tale visione, ma avrà un’attenzione selettiva solo a ciò che gli conferma la sua previsione e potrà anche arrivare, inconsapevolmente, a mettere in atto condotte che lo faranno fallire economicamente o professionalmente.

Un altro esempio è in campo scolastico, attraverso l’effetto Pigmalione, noto anche come effetto Rosenthal, il cui assunto di base è il seguente: se gli insegnati credono che un alunno sia meno dotato lo tratteranno, anche inconsapevolmente, in modo diverso dagli altri; l’alunno interiorizzerà il giudizio e si comporterà di conseguenza; si instaura così un circolo vizioso per cui l’alunno tenderà a divenire nel tempo proprio come l’insegnante lo aveva immaginato.

Attenti, quindi, ad espressione proprie ed altrui quali: “So già come andra finire” , “L’unico esito possibile è questo” ed altre ancora.

Non siate Tiresia di voi stessi, stando attenti ai vostri oracoli interiori e/o alle profezie che si autoavverano.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

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