DEPRESSIONE

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La depressione è uno dei disturbi mentali più diffusi nella popolazione in generale (più nelle donne che negli uomini, rapporto di 2 a 1) presente in tutte le età, inclusi adolescenti e bambini, ed è uno dei disturbi mentali a maggior rischio di suicidio. Essa è un’insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, affettivi e somatici che nella loro totalità “interferiscono” in maniera negativa nella vita quotidiana di una persona. Infatti le persone depresse si sentono tristi, abbattute, incapaci di svolgere le normali attività quotidiane e nell’impossibilità di ricevere aiuto. Inoltre il depresso tende a sentirsi apatico, ad avere un’insufficiente motivazione e a non provare piacere per niente, compreso quelle cose o attività che un tempo gli sembravano piacevoli. La depressione è sovente accompagnata da sintomi quali alterazioni del sonno o inappetenza.

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV) prevede la categoria di “disturbi depressivi” della quale fanno parte il disturbo depressivo maggiore, il disturbo distimico, ed il disturbo dell’umore non altrimenti specificato (quest’ultimo serve a codificare quei disturbi con manifestazioni depressive che non rientrono nelle altre due categorie specifiche previste dal DSM-IV).

EPISODIO DEPRESSIVO MAGGIORE

per la valutazione dell’episodio depressivo maggiore il clinico dovrà tenere presente che tutti i criteri (sia di inclusione che di esclusione) contrassegnati dalle lettere da A ad E devono essere contemporaneamente presenti.

A) Cinque (o più) dei seguenti sintomi sono stati contemporaneamente presenti durante un periodo di 2 settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno uno dei sintomi è costituito da 1) umore depresso o 2) perdita di interesse o piacere.

Nota Non includere sintomi chiaramente dovuti ad una condizione medica generale, o deliri o allucinazioni incongrui all’umore.

  1. umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto (per es., si sente triste o vuoto) o come osservato dagli altri (per es., appare lamentoso). Nota Nei bambini e negli adolescenti l’umore può essere irritabile
  2. marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno (come riportato dal soggetto o come osservato dagli altri)
  3. significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o aumento di peso (per es., un cambiamento superiore al 5% del peso corporeo in un mese), oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni giorno. Nota Nei bambini, considerare l’incapacità di raggiungere i normali livelli ponderali
  4. insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno
  5. agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno (osservabile dagli altri, non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto o rallentato)
  6. faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno
  7. sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti), quasi ogni giorno (non semplicemente autoaccusa o sentimenti di colpa per essere ammalato)
  8. ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno (come impressione soggettiva o osservata dagli altri)
  9. pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l’ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.

B) I sintomi non soddisfano i criteri per un Episodio Misto.

C) I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo, o di altre aree importanti.

D) I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un medicamento) o di una condizione medica generale (per es., ipotiroidismo).

E) I sintomi non sono meglio giustificati da Lutto, cioè, dopo la perdita di una persona amata, i sintomi persistono per più di 2 mesi, o sono caratterizzati da una compromissione funzionale marcata, autosvalutazione patologica, ideazione suicidaria, sintomi psicotici o rallentamento psicomotorio.

Bisogna stare attenti a non confondere disturbi depressivi con altri disturbi che possono presentare aspetti simili come ad esempio i disturbi bipolari dove sono presenti anche episodi maniacali o disturbi dell’umore dovuti al altre patologie mediche.Le cause della depressione sono diverse e si raggruppano in due filoni, uno biologico e l’altro psicologico. Tralasciamo quello biologico, che non è di competenza del sito, e soffermiamoci sulle cause psicologiche. Varie sono le teorie al riguardo. Una delle teorie psicologiche più significative è quella che correla la depressione agli eventi di vita stressanti (anche se la relazione non è elevata statisticamente). Recentemente la teoria in tal senso ha dato importanza anche ai cosiddetti mediatori, ossia a quelle variabili (quali la personalità e la capacità di affrontare eventi stressanti) che sono capaci di modulare la risposta personale alle vicissittudini della propria vita. Infatti, solo ipotizzando mediatori di questo tipo si può spiegare perchè alcune persone rispondono allo stress con la depressione ed altre no. In tal senso fondamentale è anche il significato che attribuiamo agli eventi negativi. Infatti un determinato evento stressante può assumere significati diversi a seconda della persona che lo vive.

Gli interventi psicologici sulla depressione, sono i più svariati e per questo rimando alla pagina apposita ed a quella sulle psicoterapie.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

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