I MECCANISMI DI DIFESA

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I meccanismi di difesa sono stati concettualizzati all’interno della teoria psicoanalitica, ad opera inizialmente di Sigmund Freud seguito successivamente da diversi psicoanalisti, in particolare dalla figlia di Freud, Anna Freud nel suo libro “L’Io ed i meccanismi di difesa”.

Essi sono una funzione propria dell’Io attraverso la quale questa istanza intrapsichica si protegge da eccessive richieste libidiche o da esperienze di pulsioni troppo intense, che non è in grado di fronteggiare direttamente.

Un meccanismo di difesa entra in azione con modalità al di fuori della sfera della coscienza: di fronte ad una situazione che genera eccessiva angoscia, ad esempio, l’Io ricorre a varie strategie per fronteggiare l’estrema portata ansiosa dell’evento, con lo scopo preminente di escludere dalla coscienza ciò che è ritenuto inaccettabile e pericoloso. Raramente i meccanismi di difesa intervengono separatamente: nella maggior parte dei casi sono combinati per fronteggiare l’evento o l’effetto sotto più profili.

Essi sono:

•  La Rimozione : è uno dei meccanismi di difesa più arcaici ed universali. Consente nell’inconsapevole cancellazione di un ricordo, di una esperienza che il soggetto ha vissuto come angosciante o traumatica . Un esperienza si dice traumatica quando presenta le seguenti caratteristiche:

  1. •  Accade improvvisamente
  2. •  Produce uno spavento acutissimo
  3. •  Il soggetto diventa impotente ed incapace di controllare situazioni.
  4. •  Il soggetto sente si subire qualcosa di così tremendo da produrre n danno anche fisico irreparabile. Dalle statistiche, si è scoperto che l’evento più traumatizzante è lo stupro e le esperienze di morti improvvise di cui ne siamo testimoni. Questo meccanismo di difesa dura a lungo ed antico: si sviluppa, secondo Freud, nella fase edipica a 3-4 anni e il bambino, alla fine della fase edipica rimuove i sentimenti e gli aspetti sessuali nei confronti della madre. Si ha nell’ inconscio ed è un meccanismo efficace nelle situazioni angosciose e evnti traumatici.

•  La Proiezione : secondo alcuni autori rappresenta un meccanismo di difesa dal sintomo angoscia sostitutivo dell’insuccesso presentato dal meccanismo della Rimozione. Esempio: “non sono io traditore ma sono gli altri che tradiscono e devo difendermi tradendo anche io”. I pregiudizi, certe opinioni incontrollate e le superstizioni molto spesso si basano su proiezioni.

•  L’Identificazione: facendo parte dei meccanismi fisiologici di costruzione dell’io in ogni forma di educazione , può trasformarsi in meccanismo di difesa patologico lì dove ad esempio vi è imitazione servile (per spontaneo contagio psichico da parte di un immagine parentale) oppure nella perversione sado-masochista in cui si verifica l’identificazione proprio con ciò di cui si ha paura e che si vorrebbe sopprimere: l’aggressore.

•  L’Identificazione proiettiva: è il meccanismo di difesa che consiste nel porre nell’altro delle parti di sé “buone” (per evitare la separazione dall’oggetto quando si teme di perderlo o per tenere le stesse parti buone dell’oggetto d’amore al sicuro dalle cose cattive che sono dentro il soggetto come per esempio nel caso della necessità di “umanizzare il proprio aggressore” per ragioni di abnorme paura di vendetta che si teme lo stesso aggressore possa mettere in atto verso la sua persona nel caso il soggetto lo odiasse = Sindrome di Stoccolma) o “cattive” in modo da controllare l’oggetto per liberarsene e distruggerlo

•  L’Introiezione: è quel meccanismo che tende a far proprie e portarle dentro di sé, sia quelle parti desiderabili del mondo esterno quali per esempio la sicurezza, sia le parti indesiderabili e d’insoddisfazione facendole sparire all’interno di sé quale per esempio il lutto melanconico di molte fantasie nevrotiche.

•  La Fissazione : rappresenta un arresto dello sviluppo evolutivo emotivo-affettivo per cui la persona resta “fissata”, immobilizzata ad una precedente fase evolutiva per la sua inconscia necessità di proteggere il proprio equilibrio psicologico. Esempio: figlio iperprotetto e non svezzato all’impegno, alle frustrazioni e perfino alle gratificazioni eccessive rimane fissato allo stadio infantile-orale.

•  La Regressione : meccanismo che può instaurarsi anche nelle normali esperienze di vita quotidiana alla ricerca di un ritorno sia pur transitorio ad un momento di gratificazione giovanile ( adolescenziale, puberale, puerile, infantile): che va dal richiedere particolari coccole ed attenzioni nel corso ad esempio di una malattia fisica, all’atteggiarsi a bambino nell’ambito di un rapporto affettivo, alla bevuta con gli amici, ecc. La regressione quindi è un meccanismo di difesa da cause esterne interne finalizzato inconsciamente o meno ad un recupero degli equilibri psichici. Ma oltre ad essere episodico può anche essere un meccanismo permanente come si verifica nelle crisi di adattamento dell’individuo caratterizzato da debole personalità o ipotrofia dell’io.

•  La Razionalizzazione : è un processo di schermatura volto a coprire una crepa nel mal riuscito processo della Rimozione, per cui viene operata inconsciamente una distorsione delle idee, delle motivazioni, delle percezioni e delle interpretazioni con la finalità di creare delle giustificazioni di fronte a se stesso e agli altri, è un po’ come quando la volpe che non arriva all’uva dice che è acerba.

•  La Intellettualizzazione : si verifica ogni volta che il soggetto durante il colloquio, non appena viene sfiorato un argomento per lui fonte di disemotività, filosofeggia, interpreta o giustifica intellettualmente ogni cosa trasformando in intellettualizzazioni le sue ansietà più profonde per la assoluta necessità di controllare ogni cosa, pena la conseguente estrema insicurezza e lo scompenso.

•  Il Diniego: meccanismo di difesa che abolisce dalla coscienza, desideri, pensieri, sensazioni o situazioni traumatizzanti, dolorose spiacevoli.

•  Il Blocco o Repressione degli affetti: costituisce una variante della Rimozione, con la differenza che il meccanismo di difesa avviene a livello più superficiale ovverosia preconscio e talvolta in piena consapevolezza per ragioni di imposizione delle regole dei rapporti sociali.

•  La Sublimazione : consiste nel dirottare le proprie pulsioni sessuali o aggressive primitive verso mete più nobili socialmente accettabili ed encomiabili, ad esempio l’idealizzazione della donna in genere, la platonizzazione o il sogno ad occhi aperti, ecc.

•  La Formazione reattiva: tipica nelle nevrosi ossessivo-compulsive e nell’isteria; si può considerare un desiderio inconscio espresso tramite il suo opposto che si esprime attraverso interessi più socializzati rispetto a certe tendenze infantili che permangono nell’inconscio, per esempio: la pulizia eccessiva, il pudore esasperato, l’atteggiamento missionario, per coprire un terribile odio inconscio contro tutto e tutti.

•  La Traslazione : meccanismo di spostamento o di dislocazione degli affetti verso altre persone, animali o cose messo in atto come conseguenza delle frustrazioni subite. Tipico delle persone sole o rimaste sole nella vita.

•  L’Isolazione o isolamento: consiste nell’intellettualizzazione anaffettiva esasperata di situazioni emozionali scabrose o penalizzanti per il soggetto a causa di un meccanismo iperdifensivo.

•  Il Ritiro emotivo: si verifica nel caso di frustrazioni intense o persistenti con ritiro emotivo-affettivo-interpersonale per timore di eventuali ulteriori scottature, per esmpio: tossicomani, alcoolismo, sogno ad occhi aperti o “dedizione esclusiva ad un intenso lavoro”.

•  Autismo: meccanismo tipico del psicotico che mette in atto un radicale meccanismo di fuga dalla realtà per lui penalizzante con cui teme di confrontarsi, vivendo in un mondo del tutto immaginario privo di reale contatto con altri individui, cose ed aspetti del sociale.

•  La Psicosomatizzazione : rappresenta un meccanismo di difesa a parte, caratterizzato dal somatizzare, cioè trasferire sul corpo, pensieri o comportamenti non accetti.

•  La Scissione o dissociazione primitiva: estrinseca l’assoluta necessità di effettuare una netta divisione degli oggetti esterni in “tutti buoni” o “tutti cattivi”: la fisiologica coesistenza di una parte buona e di una cattiva in ciascun essere umano è inaccettabile in quanto il riconoscere una parte cattiva all’interno di un’altra persona abitualmente considerata buona è insopportabile per il soggetto che quindi vive tale possibile coesistenza come francamente minacciosa.

•  L’Idealizzazione primitiva: è da considerarsi come una variante della Scissione ed è messa in atto grazie all’innalzare l’oggetto della perfezione proprio nell’intento di evitare le conseguenza del riconoscere l’ambivalenza (buono e cattivo).

•  L’Onnipotenza: modalità di pensiero infantile che si struttura nel persuadersi che il fatto stesso di pensare o desiderare qualcosa possa agire sul mondo esterno, tradursi in effetti irreali.

•  La Svalutazione : può essere considerata il contrario dell’onnipotenza, difatti il soggetto in questo caso si considera incapace di realizzare ciò che desidera.

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

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