PLATONE

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  • Vada come sta a cuore al dio. Alla legge si obbedisce. Difendersi si deve. (cap. 2)
  • Certamente lo conoscete Cherofonte; […] un giorno che era andato a Delfi, ebbe la faccia tosta di chiedere al dio […] se ci fosse qualcuno più sapiente di me [Socrate] e la Pizia gli rispose che non c’era nessuno. (cap. 5)
  • Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo. (cap. 6)
  • Capii ben presto che i poeti componevano le loro opere non facendo uso del cervello ma per una certa disposizione naturale, per una sorta di ispirazione, come gli indovini e i profeti. Anche costoro, infatti, dicono molte e belle cose, ma senza rendersene conto. (cap. 7)
  • Chi è quell’uomo che potrebbe credere che esistono i figli degli dei e non esistono gli dei? (cap. 15)
  • Hai torto, amico, se pensi che un uomo di qualche merito debba star lì a calcolare il rischio di vita e di morte, invece di pensare se ciò che fa è giusto o ingiusto e se si è comportato da uomo onesto o malvagio. (cap. 16)
  • Nessuno sa cosa sia la morte e se essa non sia il maggiore di tutti i beni; e invece gli uomini ne hanno paura, come se sapessero bene che essa è il più grande dei mali. (cap. 17)
  • Mai temerò e fuggirò quelle cose che io non so se siano buone, per altre che, invece, so e riconosco cattive. (cap. 17)
  • Non dalla ricchezza nasce la virtù, ma che dalla virtù deriva, piuttosto, ogni ricchezza e ogni bene, per l’individuo come per gli stati. (cap. 17)
  • Nessun uomo riuscirà a salvarsi qualora vorrà opporsi lealmente a voi o al popolo e impedire che nella sua patria avvengano ingiustizie e illegalità. (cap. 19)
  • La pena che i buoni devono scontare per l’indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi. (cap. 21)
  • Una vita senza ricerca non è degna per l’uomo di essere vissuta. (cap. 28)
  • Nessuno, dinanzi alla giustizia o al nemico deve star lì a escogitare i mezzi per sfuggire, a tutti i costi, alla morte. (cap. 29)
  • Ma badate bene, cittadini, che non sia questa la cosa più difficile, ossia sfuggire alla morte, ma che molto più difficile sia sfuggire alla malvagità. Infatti, la malvagità corre molto più veloce della morte. (cap. 29)
  • Se la morte è assenza totale di sensazioni, come se si dormisse un sonno senza sogni, oh, essa sarebbe un guadagno meraviglioso. (cap. 32)
  • Nessun male può accadere ad un uomo giusto, sia durante la vita che dopo la morte. (cap. 33)
  • SOCRATE: Oh, Critone, come mai a quest’ora? Non è ancora presto?
    CRITONE: Sì, certo.
    SOCRATE: Ma che ora è, esattamente?
    CRITONE: È appena l’alba.
    SOCRATE: Mi meraviglio come, il custode del carcere t’abbia fatto entrare.
    CRITONE: Con tutte le volte che son venuto, Socrate, me lo son fatto amico e, poi, gli ho fatto anche parecchi favori.
    SOCRATE: E sei venuto adesso o eri qui da tempo?
    CRITONE: Già da un pezzo.
    SOCRATE: E perché non mi hai svegliato, e sei rimasto lì seduto in silenzio?
    CRITONE: Santo cielo, Socrate, al posto tuo neanche io vorrei rimanermene sveglio, in una simile disgrazia. Anzi, sono rimasto, per un bel pezzo, a guardarti mentre dormivi cosi tranquillo. E non t’ho voluto svegliare proprio perché tu potessi riposare il più possibile a tuo agio. D’altro canto, io t’ho sempre ammirato, in passato, per il tuo carattere e soprattutto ora, nel vedere con quanta calma e serenità tu sopporti quello che t’è capitato.

  • D’altro canto, nemmeno gli ignoranti amano la sapienza, né desiderano diventare sapienti. Proprio in questo, difatti, l’ignoranza è insopportabile, nel credere da parte di chi non è né bello né eccellente, e neppure saggio, di essere adeguatamente dotato. Chi non ritiene di essere privo, dunque, non desidera ciò di cui non crede di aver bisogno. (dal Simposio )
  • E come un soffio di vento o un’eco, rimbalzando da superfici levigate e solide, viene rinviata al punto di emissione, così il flusso della bellezza, arrivando nuovamente al bell’amato attraverso gli occhi, che sono la via naturale per arrivare all’anima, come vi è giunto e l’ha eccitata al volo, irrora i condotti delle ali, stimola il formarsi delle ali e colma d’amore l’anima, a sua volta, dell’amato.
  • Poiché, dunque, è figlio di Poro e di Penìa, ad Amore è toccata la sorte seguente. In primo luogo è sempre povero e ben lontano dall’essere delicato e bello, come credono i più, anzi è duro e lercio e scalzo e senza tetto, abituato a coricarsi in terra e senza coperte, dormendo all’aperto sulle porte e per le strade e, avendo la natura di sua madre, è sempre di casa col bisogno. Per parte di padre, invece, è insidiatore dei belli e dei buoni, coraggioso, audace e teso, cacciatore terribile, sempre a tramare stratagemmi, avido di intelligenza e ingegnoso, dedito a filosofare per tutta la vita, terribile stregone, fattucchiere e sofista. E per natura non è né immortale né mortale, ma ora fiorisce e vive nello stesso giorno, quando gli va in porto, ora invece muore e poi rinasce nuovamente in virtù della natura del padre. E infatti l’oggetto dell’amore è ciò che è realmente bello, grazioso, perfetto e invidiabilmente beato, mentre l’amante ha un altro aspetto, quale quello che ho esposto.

 

Dott. Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

Studio in Milano, Roma, Napoli e Vietri sul Mare (Sa)

per contatti e consulenze private tel.320-8573502 email:cavalierer@iltuopsicologo.it

 

SOCRATE

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  • Bisogna mangiare per vivere, non vivere per mangiare.
  • Che strana cosa sono il piacere e il dolore; sembra che ognuno di loro segua sempre il suo contrario e che tutti e due non vogliano mai trovarsi nella stessa persona.
  • Chi vuol muovere il mondo prima muova se stesso.
  • Ero veramente un uomo troppo onesto per vivere ed essere un politico.
  • Il mio consiglio per te è di sposarti; se troverai una buona moglie, sarai felice; se non la troverai diventerai un filosofo.
  • I cattivi vivono per mangiare e bere, mentre i buoni mangiano e bevono per vivere.
  • L’ignoranza è l’origine di tutti i mali.
  • La meraviglia è un sentimento assolutamente tipico del filosofo. La filosofia non ha altra origine che questa.
  • La morte è l’una o l’altra di due cose. O è un annullamento e i morti non hanno coscienza di nulla; o, come ci vien detto, è veramente un cambiamento, una migrazione dell’anima da un luogo ad un altro.
  • La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere! Perché io so di sapere più di te, che pensi di sapere.
  • L’esser contenti è una ricchezza naturale, il lusso è una povertà artificiale.
  • L’uomo più ricco è quello che si accontenta di poco, perché la contentezza è la ricchezza data dalla natura.
  • Non esitate a sposarvi. Se troverete una buona moglie sarete felici. Se troverete una cattiva moglie diventerete filosofi… e questa è un’ottima cosa per qualunque uomo.
  • Nulla può far danno a un uomo buono, né in vita né dopo la morte.
  • Perché ti meravigli tanto se viaggiando ti sei annoiato? Portandoti dietro te stesso hai finito col viaggiare proprio con quell’individuo dal quale volevi fuggire.
  • Più gente conosco, e più apprezzo il mio cane.
  • Praticare il bene è un affare. Se l’uomo non lo persegue è solo perché non ha la minima idea di dove si trovi il bene. Pertanto non è malvagio ma ignorante.
  • Quella che sul piano soggettivo è la felicità, sul piano oggettivo coincide con la realizzazione della propria essenza.
  • Sono un cittadino, non di Atene o della Grecia, ma del mondo.
  • È meglio subire ingiustizia piuttosto che farla.
  • Tutte le guerre sono combattute per denaro.
  • Viviamo intorno a un mare come rane intorno a uno stagno. [Allude al Mar Mediterraneo]

 

Dott. Roberto Cavaliere

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ARISTOTELE

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  • Chi è incapace di vivere in società, o non ne ha bisogno perché è sufficiente a se stesso, deve essere una bestia o un dio. (da La politica )
  • Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo.(da Etica Nichomachea )
  • Dunque così Egli è. Ed ha anche vita perché l’atto dell’intelletto è vita ed Egli è quell’atto. E la sua attività che esiste di per sé è la vita migliore ed eterna. Diciamo, infatti, che Dio è vivente, eterno e perfetto, sicché a Dio appartiene una vita continua ed eterna: questo è, dunque, Dio. (da Metafisica , XII 7, 1072 a21-b30)
  • È a causa del sentimento della meraviglia che gli uomini ora, come al principio, cominciano a filosofare. (da Metafisica )
  • È il valore dell’oggetto proprio della conoscenza quello che determina la superiorità di una scienza, o la sua inferiorità. (da Metafisica )
  • È nella natura del desiderio di non poter essere soddisfatto, e la maggior parte degli uomini vive solo per soddisfarlo. (da La politica )
  • Facciamo la guerra per poter vivere in pace. (da Etica nicomachea )
  • Gli uomini, sia nel nostro tempo che da principio, hanno cominciato a filosofare a causa della meraviglia, poiché dapprincipio essi si meravigliavano delle stranezze che erano a portata di mano, e in un secondo momento, a poco a poco, procedendo in questo stesso modo, affrontarono maggiori difficoltà, quali le affezioni della luna e del sole e delle stelle e l’origine dell’universo. (da Metafisica , I, 2, 982b)
  • I cosiddetti pitagorici, che furono i primi a fare matematica, non solo la svilupparono ma vi si immersero completamente, credendo che i principi della matematica fossero i principi di tutte le cose. (da Metafisica )
  • I vecchi sono due volte bambini. (da Metafisica )
  • Il non risentirsi delle offese è da uomo vile e schiavo. (citazione da Etica a Nicomaco in Storia di Cristo di Giovanni Papini)
  • Il tutto è maggiore della somma delle sue parti. (da Metafisica )
  • La modestia non può essere detta una virtù, perché assomiglia più a una sofferenza che a una qualità. (da Etica Nicomachea )
  • Le scienze matematiche in particolare mostrano ordine, simmetria e limite: e queste sono le più grandi istanze del bello. (da Metafisica )
  • Nel concepire un ideale possiamo presumere quel che vogliamo, ma dovremmo evitare le impossibilità. (citato in Aldous Huxley, L’isola , pag. 11)
  • Non bisogna dunque porre ad un qualsiasi scienziato ogni possibile domanda, né uno scienziato dovrà rispondere a ogni domanda su qualsiasi argomento. (da Analitici Secondi )
  • Non conosciamo il vero se non conosciamo la causa. (da Metafisica )
  • Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere. (da Etica Nicomachea )
  • Sarebbe assurdo pensare che la politica o la saggezza siano le forme più alte di conoscenza, a meno di non pensare che l’uomo sia la realtà di maggior valore nel cosmo. […] Di fatto ci sono realtà di natura ben più divina dell’uomo come, ad esempio, i corpi celesti di cui è costituito il cosmo. (da Etica Nicomachea , in Opere , Laterza, Bari 1973, Libro VI, 7, 1141 a-b)
  • Tutti gli uomini per natura tendono al sapere. (da Metafisica )
  • [Talete] […] siccome, povero com’era, gli rinfacciavano l’inutilità della filosofia, avendo previsto in base a calcoli astronomici un’abbondante raccolta di olive, ancora in pieno inverno, pur disponendo di poco denaro, si accaparrò tutti i frantoi di Mileto e di Chio per una cifra irrisoria, dal momento che non ve n’era alcuna richiesta; quando giunse il tempo della raccolta, cercando in tanti urgentemente tutti i frantoi disponibili, egli li affittò al prezzo che volle imporre, raccogliendo così molte ricchezze e dimostrando che per i filosofi è molto facile arricchirsi, ma tuttavia non si preoccupano di questo. (da Politica , A 11, 1259 a)
  • E sembra che anche Talete – secondo quanto tramandato – abbia supposto che l’anima sia qualcosa di motore, se davvero egli disse che il magnete possiede anima, dato che muove il ferro. (da Sull’anima )
  • E alcuni affermano che l’anima è mescolata proprio nell’universo, per cui – forse – anche Talete ritenne che tutte le cose sono piene di dei. (da Sull’anima )
  • Dei primi filosofi, i più hanno pensato che vi siano solo principi materiali delle cose. Ciò da cui le cosa hanno il loro essere e da cui si originano e in cui corrompendosi si risolvono – poiché la sostanza permane pur mutando negli accidenti – dicono sia l’elemento primordiale e, essa sostanza, il principio delle cose; per questo pensano che niente si generi o perisca in assoluto, dato che tale sostanza permane in eterno… Ci dev’essere infatti una qualche sostanza, una o più d’una, da cui si generi il resto pur restando essa immutata. Quanto poi al numero e alla forma di tale principio non hanno tutti la stessa opinione: Talete, l’iniziatore di questa filosofia, dice per parte sua che esso è l’acqua (e per questo sostiene che la terra poggia sull’acqua) e tale opinione gli viene forse dall’aver osservato che il nutrimento di tutte le cose è umido e che perfino il caldo si genera dall’acqua e vive di essa (ma ciò onde tutte le cose si originano è il loro principio); da questo era stato indotto a tale opinione e anche dal fatto che ogni germe ha una natura umida; e anche l’acqua è il principio della natura di ciò che è umido. Vi sono poi alcuni che credono che i primi antichissimi teologi, vissuti molto prima del nostro tempo, abbiano avuto la stessa opinione sulla sostanza primordiale perché chiamavano Oceano e Teti i padri della generazione e perché dicevano che gli dei giurano per l’acqua, che quei poeti chiamavano Stige. Si onora sempre ciò che è più antico e niente è più onorato del giuramento. Non è poi sicuro che quest’opinione sulla sostanza primordiale delle cose sia talmente antica, ma si dice tuttavia, che questo fosse il pensiero di Talete sulla causa prima. (da Metafisica )
  • Secondo è l’argomento [di Zenone di Elea] detto Achille . Questo sostiene che il più lento non sarà mai raggiunto nella sua corsa dal più veloce. Infatti è necessario che chi insegue giunga in precedenza là di dove si mosse chi fugge, di modo che necessariamente il più lento avrà sempre un qualche vantaggio. Questo ragionamento è lo stesso della dicotomia, ma ne differisce per il fatto che la grandezza successivamente assunta non viene divisa per due. Dunque il ragionamento ha per conseguenza che il più lento non viene raggiunto ed ha lo stesso fondamento della dicotomia (nell’un ragionamento e nell’altro infatti la conseguenza è che non si arriva al termine, divisa che si sia in qualche modo la grandezza data; ma c’è di più nel secondo che la cosa non può essere realizzata neppure dal più veloce corridore immaginato drammaticamente nell’inseguimento del più lento), di modo che la soluzione sarà, per forza, la stessa. (da Fisica )
  • Il millantatore è colui il quale fa mostra di titoli di meritoche non possiede, esagerando il suo controllo del mondo di cui in realtà è privo. ( Etica a Nicomaco , libro IV, 7 [la sincerità])

 

Dott. Roberto Cavaliere

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CAMMINARE PER PLACARE L’ANSIA

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Secondo un piccolo studio randomizzato, per placare l’ansia è meglio camminare che svolgere vigorosi esercizi atletici.”Camminare, effettuare un interval training ad alta intensità e fare un continuo esercizio aerobico, producono effetti positivi su molti fattori che regolano l’umore”, ha affermato la Dott.ssa Wendy Suzuki della New York University. I risultati sono stati presentati lo scorso 16 novembre durante il meeting annuale della Society for Neuroscience di San Diego, California.

Suzuki e colleghi hanno assegnato 41 soggetti sani – di età compresa tra i 18 e i 26 anni – a un tipo di esercizio: una sessione da 44 minuti di interval training ad alta intensità, un esercizio aerobico continuo su un tapis roulant o una camminata, attività effettuata anche dal gruppo di controllo .Le valutazioni prima e dopo la sessione hanno riscontrato che tutti e tre i tipi di esercizio erano legati a notevoli riduzioni in disturbi dell’umore, sentimenti negativi in generale e ansia. Inoltre risultavano associati a una maggior felicità ed empatia.In tutti e tre i gruppi, i cambiamenti nell’ansia si sono correlati positivamente all’intensità dell’esercizio, misurata tramite la percentuale di consumo massimo di ossigeno.

I ricercatori, tuttavia, ipotizzano che gli allenamenti più intensi abbiano causato stanchezza nei soggetti dello studio, con riduzione dell’effetto positivo sull’ansia. “Si tratta di risultati preliminari, ma che affrontano una questione chiave su come diverse forme di esercizio influenzino la funzione cerebrale. Future ricerche ci permetteranno di ottenere informazioni sempre più specifiche su quale tipo e durata di esercizio possa avere il massimo effetto sull’umore e i livelli di stress e sia in grado di migliorare anche altri aspetti della funzione cerebrale”, ha concluso Suzuki.

Fonte: Society for Neuroscience Annual Meeting 2016

Dott. Roberto Cavaliere

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LE IDEE IRRAZIONALI SECONDO ELLIS

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Albert Ellis è stato uno degli psicologi fondatori del cognitivismo. Iniziò a sviluppare la sua terapia nel 1962 e la chiamò “Terapia razionale emotiva”. Ellis credeva che buona parte dei problemi di natura psicologica dipendesse dalle idee irrazionali. 

Carta delle idee irrazionali di base di Ellis
1) io devo sempre essere amato, approvato, stimato da tutte le persone per me significative.
2) devo mostrarmi sempre competente ed adeguato in tutto ciò che faccio.
3) le cose devono andare in modo che io possa ottenere tutto quello che voglio subito e senza fatica, altrimenti il mondo è uno schifo e la vita non è degna di essere vissuta.
4) gli altri devono trattare tutti in modo corretto, e se si comportano in modo ingiusto o immorale, allora sono delle carogne e meritano di essere severamente puniti. Devono scontarla in un modo o on un altro.
5) Se temo che possa accadere qualcosa di pericoloso o dannoso, allora devo pensarci continuamente, ed è giusto che sia agitato e sconvolto al pensiero delle eventuali conseguenze per poterle controllare meglio.
6) Devo trovare soluzioni perfette ai miei problemi o a quelli altrui, altrimenti chissà cosa può succedere.
7) La causa delle mie emozioni e dei miei sentimenti è sempre esterna, per cui posso fare ben poco per controllarli, per superare la depressione, l’ansia, il rancore …
8) Il mio passato è la vera causa dei miei attuali problemi: se qualcosa nel passato ha influito pesantemente sulla mia vita, questo ormai condiziona irrimediabilmente tutti i miei sentimenti e comportamenti attuali.
9) Ho bisogno di starmene tranquillo, senza responsabilità, sforzi, disciplina o autocontrollo.
10) Devo sempre essere perfettamente a mio agio e senza sofferenze di nessun genere.
11) Potrei impazzire e questo sarebbe davvero terribile!
12) Mi considero debole, incapace, inadeguato, quindi ho bisogno di dipendere dagli altri e da qualcuno in particolare.

Queste idee irrazionali di base contengono tre nozioni fondamentali a cui ogni individuo fa appello dinanzi a se stesso, gli altri ed il mondo:

  1. Devo agire bene e devo ottenere l’approvazione per il mio modo di agire.
  2. Tutte le persone devono agire in modo gentile, rispettoso e giusto con me; se non lo fanno, sono spregevoli e cattive e devono essere puniti.
  3. Le condizioni vitali devono essere positive e facili affinché tutto possa andare esattamente come voglio senza troppo sforzo e fatica.

Dottor Roberto Cavaliere

Psicologo, Psicoterapeuta

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L’ANSIA SI COMBATTE ANCHE CON LA GENTILEZZA

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Attacchi di panico e ansia sono problemi sempre più diffusi tra la popolazione di tutto il mondo ma, secondo un recente studio, può essere però combattuta in un modo semplice ma molto efficace: sembra infatti che la gentilezza e i modi garbati possano portare alle persone soggette all’ansia molti più benefici di quanto si possa pensare.

In ambito lavorativo o nella vita di tutti i giorni, l’ansia e gli attacchi di panico possono essere problematiche davvero limitanti per chi ne soffre. Ma come combatterli? Un recente studio dell’University of British Columbia, pubblicato anche sul Washington Post, ha rivelato come un piccolo gesto quotidiano possa portare risultati strabilianti nella lotta all’ansia, depressione e attacchi di panico: si tratta della gentilezza e di tutte quelle accortezze che possono essere prese nei confronti dell’“altro”. Come riporta il giornale americano, infatti, le persone che soffrono d’ansia tendono anche ad essere più introspettive e, di conseguenze, molto più introverse: Jennifer Trew e Lynn Alden, autori della ricerca, sono quindi partiti da questa constatazione per studiare quali siano le reazioni delle persone soggette all’ansia dopo aver compiuto un maggior numero di atti gentili.

In particolare, i due psicologi hanno portato avanti lo studio su 115 studenti universitari suddivisi in tre gruppi: per quattro settimane, il primo gruppo ha dovuto compiere tre atti di gentilezza, il secondo partecipare ad attività sociali (uscite, balli, pranzi, cene, ecc…) e il terzo solamente annotare ciò che si era fatto durante la giornata. Nel primo e nel secondo caso, poiché più stressati, gli studenti sono stati preparati con esercizi di respirazione per tenere a bada eventuali crisi d’ansia: il risultato è stato sorprendente in quanto gli studenti del primo gruppo hanno riscontrato benefici evidenti e una notevole riduzione di attacchi d’ansia.

Dottor Roberto Cavaliere

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COME GESTIRE L’ANSIA DA TERREMOTO

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La notizia di un terremoto, anche se non si risiede nella zona coinvolta e quindi non è stato avvertito in prima persona, può comunque comportare uno stato ansioso col timore che possa nell’immediato colpire anche la propria zona di residenza. Il timore infatti è che ciò che al momento riguarda “altri” prima o poi possa riguardare se stessi.
La paura del terremoto è una paura ancestrale che rimanda all’incapacità dell’uomo di controllare eventi naturali.
Questa paura ancestrale è amplificata in chi soffre d’ansia che tende a voler mantenere il controllo di tutto per poter gestire al meglio la propria ansia.
Cosa fare in questi casi ?
L’ansia del terremoto è un fenomeno emotivo per cui bisogna cercare di contrastarlo con processi razionali quali:
Il raccogliere informazioni di tipo tecnico e statistico sull’evento,
il leggere o l’ascoltare l’opinione di sismologi,
il ridurlo ad un fenomeno esterno a noi,
il non ascoltare o vedere le dirette televisive sull’evento se tendono a scuotere troppo emotivamente,
Questi accorgimenti razionali potrebbero sembrare egoistici, ma non significano non provare partecipazione o empatia per quello che è successo, ma hanno il solo scopo di ridurre solo l’eccessiva ansia associata a tali eventi.

Dottor Roberto Cavaliere

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YOGA CONTRO L’ANSIA

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Fare yoga contro l’ansia è il risultato cui sono arrivati i ricercatori della Georgia State University, pubblicati sulla prestigiosa rivista International Journal of Yoga Therapy, che hanno evidenziato i pregi della millenaria disciplina orientale nella riduzione di tutti i problemi che derivano dal disturbo d’ansia generalizzato.

Attenzione all’ansia. In particolare, gli studiosi statunitensi hanno analizzato il comportamento delle persone che soffrono di questo tipo di disturbo: in generale, infatti, gli “ansiosi” sono caratterizzati da una preoccupazione quasi incontrollabile per le situazioni che potrebbero accadere nel futuro, e questo comporta la comparsa di ulteriori sintomi non solo psicologici, ma anche fisici, come tensione muscolare e disturbi del sonno. L’effetto finale è un peggioramento della qualità della vita del soggetto, che genera problemi anche nelle sue relazioni con il prossimo, condizionando quindi vita privata e sociale.

Lo yoga contro lo stress. In supporto di tutti gli ansiosi, dunque, il suggerimento è di seguire gli esercizi e le pratiche tipiche dello yoga, che si dimostrano validi rimedi nella riduzione dei sintomi prima descritti. È già da tempo che si vantano le proprietà della psicoterapia nella “battaglia” ai disturbi d’ansia, ma ora la ricerca del team della Georgia State University ha dimostrato una concreta efficacia anche nel contrasto ai disturbi d’ansia generalizzata. Nello specifico, chi si sottopone a sessioni regolari di yogasperimenta un calo definito significativo del livello di preoccupazione, che migliora di conseguenza la qualità della vita quotidiana del paziente.

I numeri dello yoga in Italia e nel mondo. Lo studio americano conferma e pone basi scientifiche a quello che un numero sempre crescente di persone in tutto il mondo prova in prima persona: il numero di yogi e yogine, infatti, è in costante aumento negli ultimi anni, e si calcola che i praticanti nei soli Stati Uniti abbiano raggiunto quota 36,7 milioni di persone, con un altro bacino di 80 milioni di americani che si dicono pronti a sottoporsi agli esercizi sul tappetino. Anche in Italia il fenomeno mostra un trend positivo, e pure se mancano ancora statistiche ufficiali, si può sicuramente affermare che ci sono almeno 2 milioni di nostri connazionali che praticano yoga, nel migliaio di scuole diffuse sul territorio o con la pratica casalinga, mentre solo 5 anni fa erano circa la metà

Dottor Roberto Cavaliere

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